No vax, i deliri nelle chat dei “guerrieri”: «Facciamo saltare i furgoni delle tv»

Venerdì 10 Settembre 2021 di Giuseppe Scarpa
No vax, bloccato il folle piano: «Facciamo saltare i furgoni delle tv»

Tritolo e molotov. Primo ministro e giornalisti. Pianificavano attacchi al Parlamento, ad un residenza del premier Mario Draghi. I cronisti erano un altro obiettivo. Si davano consigli su dove comperare le armi. Nei loro ragionamenti la rivolta a Roma avrebbe innescato un effetto domino che poi avrebbe travolto le altre capitali Europee. Per gli investigatori si tratta di «farneticazioni». Tuttavia in un clima di tensione capita spesso che il folle esaltato passi dalla teoria al gesto estremo. Ma ecco cosa si dicevano nella chat composta da 200 persone lo zoccolo duro degli 8 “Guerrieri”, questo il nome del gruppo su Telegram.

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BOMBE IN PARLAMENTO

«Radere al suolo il Parlamento con tutti loro dentro - si legge in una conversazione - basta un piccolo drone pilotato a distanza da uno dei tetti di Roma... un 500 grammi di tritolo e lo lasci cadere durante la seduta...». Oltre a “ideare” un attacco dinamitardo i No Vax della chat incriminata erano anche convinti che senatori e deputati non si sarebbero fatti vaccinare perché «ben consapevoli di un esperimento di ingegneria genetica in atto, si sarebbero fatti inoculare solo una soluzione fisiologica». «Il popolo bue si fa mettere veleno e loro no». 
Gli otto indagati parlano anche della volontà di colpire il primo ministro Draghi. In alcune conversazioni si scambiano l’indirizzo dell’abitazione del Presidente del Consiglio.

«L’appartamento di Mario Draghi è situato al civico n... del quartiere... Ma questa fonte non è sicura». Un utente chiedeva agli altri membri del gruppo di verificare che il presunto indirizzo del premier fosse quello giusto. Si tratta, hanno poi precisato gli inquirenti, di un indirizzo istituzionale già uscito in precedenti proteste No Vax. Nel mirino dei «guerrieri» anche le antenne del 5G: «Dobbiamo bruciare, sono ben esposte…. Basta avere la mira giusta dalla distanza. Se ne possono mettere fuori uso tanti contemporaneamente così che diventeranno matti nel correre dietro a ripararle».

I GIORNALISTI

C’è poi il capitolo cronisti. Nella chat c’è un lungo passaggio in cui i media vengono additati di essere il male oscuro. Ecco ciò che scrivono: «I giornalisti, i media saranno i primi ad andarsene. Se in lontananza, nascosti, vedete i furgoni delle tv private o pubbliche, dategli fuoco... una molotov. O con loro dentro o vuoto il furgone dovete dargli fuoco».

E ancora: «Ok ragazzi non voglio vedere giornalisti, avete capito anche il perché non li voglio vedere? Perché quanta gente hanno fatto fuori, quanta gente ragazzi. Quanti dei nostri vecchi hanno fatto fuori». «Per la stampa - come hanno poi spiegato in Questura a Milano - avevano un vero e proprio odio viscerale, ritenuta asservita al regime».

TUTTA EUROPA

Inoltre c’era un ricerca spasmodica di armi: «I lacrimogeni vedo di procurarmeli io - scriveva un indagato - in un’armeria ho visto che sono di libera vendita. La pistola che spara il peperoncino si chiama Whalter PEP. È più precisa e meno dispersiva della bomboletta di spray classico. Ha una gittata fino a sei metri. Se anche i poliziotti hanno i caschi, basta un piccolo spruzzo che passa sotto la visiera e sono fottuti. Accecati per almeno mezzora». Un altro invece scriveva: «Ho anche le istruzioni per costruire un detonatore». «Perfetto mettiti in contatto con ..», gli rispondeva un altro. La manifestazione nella Città Eterna sarebbe stata una sorta di scintilla, secondo i loro ragionamenti, che avrebbe incendiato le capitali del resto del Vecchio Continente:«Organizzeremo un’azione simultanea in maniera da prenderci le Capitali nello stesso momento, il resto d’Europa sarà un effetto domino». 

 

Ultimo aggiornamento: 15:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA