Scomparsi a Piacenza, le ultime parole di Elisa: «Basta, non vediamoci più». E lui l'ha strangolata

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di Giuseppe Scarpa

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«Non voglio avere nessun rapporto con te. Basta non vediamoci più». Sono state le ultime parole di Elisa Pomarelli, 28 anni impiegata. Poi il braccio di Massimo Sebastiani, operaio di 45 anni, si è stretto attorno al collo della ragazza. È stato così per alcuni minuti, mentre la vita della giovane scivolava via, accanto al pollaio nel cortile dell'abitazione del 45enne, a Campogrande di Carpaneto dove viveva da solo. Mezz'ora dopo il pranzo al ristorante Il Lupo, di Ciriano di Carpaneto, sulle colline di Piacenza lo scorso 25 agosto. È questa la data che sancisce la fine di tutto. Una reazione improvvisa che forse, la 28enne, non si aspettava.

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I due al termine del pranzo, usciti dal ristorante, avrebbero litigato. Lei, a questo punto, avrebbe cercato di andarsene da sola facendo l'autostop lungo la strada provinciale per Piacenza. Sebastiani però l'avrebbe convinta, persuasa a salire sulla sua auto. Poco dopo, però, sarebbe scoppiata un nuovo battibecco. L'ultima discussione prima dell'omicidio. Infine Sebastiani, per portare il cadavere della 28enne sulle colline e seppellirlo, lo avrebbe caricato nel portabagagli della macchina: probabilmente, quando le telecamere di una stazione di servizio lo hanno ripreso mentre faceva rifornimento, Elisa era morta dentro la vettura.
 


L'INTERROGATORIO
Un amore folle, l'incapacità di accettare un rifiuto. L'ossessione per la ragazza confermata anche da ciò che Sebastiani ha riferito agli investigatori dopo l'arresto: «Vede se lei mi dovesse dire - ha spiegato agli inquirenti che lo hanno ascoltato sbigottiti - che Elisa è fuori da questa stanza, e voi mi chiudete qui dentro, io troverei il modo per uscire da qui e correre da lei». Un modo rozzo per dire che lui, della 28enne, era completamente perso e avrebbe potuto compiere qualunque azione anche solo per vederla. Qualsiasi gesto che, evidentemente, ha contemplato l'opzione di assassinarla dopo che la ragazza stava cercando di svincolarsi da un'amicizia che era diventata opprimente. C'è chi racconta che lui, Elisa, la definisse «la mia fidanzata». In realtà c'era solo un rapporto di amicizia che durava da tre anni. Ma l'uomo non si rassegnava. «Diceva la voglio, la voglio», ha spiegato un amico di Elisa.

COMPLICE
Una vicenda che ieri ha portato in carcere anche l'ex suocero del 45enne, complice di questa folle vicenda.
Si tratta di Silvio Perazzi, padre di una ex compagna di Sebastiani. L'uomo, è indagato per favoreggiamento, secondo gli inquirenti avrebbe aiutato l'operaio 45enne ad eludere le ricerche, consentendogli di nascondersi, durante le due settimane di caccia all'uomo tra i boschi nella zona di Sariano di Gropparello. Proprio un'abitazione di Perazzi, in quella zona, è stata posta sotto sequestro dagli inquirenti: l'assassino probabilmente si è nascosto lì a lungo, dopo aver trascorso i primi giorni in mezzo ai boschi sopravvivendo come meglio poteva. Il corpo di Elisa era sepolto a poche centinaia di metri in un luogo impervio. Anche Perazzi, a questo punto, dovrà chiarire al gip il motivo per il quale avrebbe garantito una copertura a Sebastiani , aiutandolo a nascondersi e a sfuggire alla cattura. L'operaio, infatti, è stato arrestato sabato, dopo 14 giorni. Inseguito dai Caccciatori di Sardegna, il corpo speciale dell'Arma, che stava setacciando la zona intorno a Costa di Sariano.
Intanto anche il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri ha espresso cordoglio e sconcerto: «Una vicenda drammatica che ha avuto purtroppo l'epilogo più tragico. Con profonda commozione esprimo anche a nome dell'Amministrazione e dell'intera comunità piacentina la massima vicinanza alla famiglia, ai parenti e agli amici della povera Elisa, in questo momento di profondo sconforto e dolore».
 
Lunedì 9 Settembre 2019, 07:37 - Ultimo aggiornamento: 09-09-2019 17:06
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