Sofia Stefani, la vigilessa uccisa, Giampiero Gualandi interrogato: «Mi disse che era incinta ma non era vero. Mia moglie sapeva tutto»

Il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere per il 62enne accusato dell’omicidio pluriaggravato

Sofia Stefani, la vigilessa uccisa, Giampiero Gualandi interrogato: «Mi disse che era incinta ma non era vero. Mia moglie sapeva tutto»
Mercoledì 29 Maggio 2024, 08:45 - Ultimo agg. 30 Maggio, 09:19
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«Mi perseguitava» ha detto l’ex comandante dei vigili urbani Giampiero Gualandi nell’interrogatorio davanti al gip, al quale ha anche raccontato che Sofia Stefani, l’ex vigile 33enne uccisa il 16 maggio nel comando della Municipale di Anzola dell’Emilia, «mi aveva detto di essere incinta, ma poi mi aveva confessato che non era vero». Una circostanza che però non avrebbe portato alla decisione di ucciderla perché, ha sempre sostenuto Gualandi, «ne avevo parlato anche con mia moglie e lei aveva detto che l’avremmo affrontato insieme». Ma sembra che la 33enne avesse poi già confidato all’uomo di aver inventato tutto per riavvicinarsi a lui. Non aveva intenzione di lasciare la famiglia il 62enne, nonostante la relazione extraconiugale con la vittima, che invece negli ultimi tempi non si rassegnava alla fine di quella storia. Lo scrive il Corriere della Sera. 

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La richiesta di scarcerazione

Il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere per il 62enne accusato dell’omicidio pluriaggravato di Sofia Stefani.

L’avvocato Claudio Benenati, che difende il commissario capo ha chiesto al Tribunale della Libertà la scarcerazione, o in subordine la concessione dei domiciliari, in quanto per la difesa non sarebbe provata la volontarietà dell’omicidio. Gualandi infatti sostiene che il colpo dalla sua pistola d’ordinanza, sarebbe partito accidentalmente durante una colluttazione tra i due. Ma per la Procura e per il giudice che ha disposto la custodia cautelare in carcere, il 62enne avrebbe «simulato una tragica fatalità». Il tribunale del Riesame ha adesso due settimane di tempo per fissare un’udienza, a porte chiuse, nel quale l’indagato potrà chiedere di essere sentito.

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