Investì e uccise un uomo a Padova: ragazza 30enne due anni dopo si uccide per il rimorso

Martedì 13 Luglio 2021 di Marina Lucchin
L'incidente in cui ha perso la vita Valerio Nigrelli provocato dalla giovane donna finita sotto il treno

Ha atteso che sui binari sfrecciasse un treno dell'Alta velocità e con un passo di lato si è fatta travolgere. È morta così, intorno alle 18, nei pressi della stazione di Busa, la 30enne nata a Dolo ma residente a Perarolo di Vigonza (Padova), che nel torrido pomeriggio di ieri ha deciso di togliersi la vita. 

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E il periodo dell'anno scelto per mettere fine alla sua esistenza non è un caso: ha deciso di suicidarsi a due anni quasi esatti da quando in via San Marco, a Ponte Di Brenta, aveva investito Valerio Nigrelli, 61enne, padre di famiglia che viaggiava in sella al suo scooter. Lei guidava sotto l'effetto di sostanze stupefacenti e di benzodiazepine, invase inspiegabilmente la corsia opposta e centrò in pieno la vittima. Presa probabilmente dal panico la ragazza abbandonò il luogo dell'incidente, salvo poi ritornarvi. Sono stati i testimoni a descriverla: la giovane era poi stata trovata nel giardino di un'abitazione, in stato di choc.

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Fu arrestata per omicidio stradale, reato per cui, a gennaio 2020, aveva patteggiato una pena di 4 anni. La ragazza, oltre al tentativo di fuggire, cercò anche di sottrarsi agli accertamenti medico legali tanto che, accompagnata dagli agenti della polizia municipale in ospedale, i medici dovettero effettuale un prelievo coatto di sangue, che poi confermò la sua positività a cocaina e benzodiazepine. Quella tragedia le ha segnato per sempre l'esistenza: convivere con quel peso le era probabilmente diventato impossibile. Così, ieri pomeriggio, approfittando dell'assenza dei suoi genitori, è uscita di casa, si è diretta verso la stazione di Busa di Vigonza, ha scavalcato la recinzi camminato lungo i binari e alla fine, quando ha visto arrivare a tutta velocità il treno, si è lasciata travolgere, certa che non sarebbe sopravvissuta. Nulla ha potuto fare per evitarla il conducente del convoglio che, in quel tratto, viaggiava a circa 200 chilometri l'ora. «Questo tipo di notizie lascia senza parole. Increduli. Esprimo il mio profondo cordoglio alla famiglia alla quale non mancherò di far visita» ha detto il sindaco Stefano Marangon. 

I RILIEVI

Sul posto è arrivata la Polfe, che ha eseguito i rilievi, escludendo che potesse trattarsi di un incidente. La giovane aveva scelto di togliersi la vita. Nessun biglietto per il momento è stato trovato, ma il fatto che il suicidio sia avvenuto a pochi giorni dall'anniversario dell'incidente che l'ha vista protagonista (era il 5 luglio 2019) fa ipotizzare che sia questa la causa dell'insano gesto. D'altro canto chi la conosceva ha confermato che da quella disgrazia non si era mai più ripresa, il rimorso non la lasciava in pace. La morte di Negrello, padre di tre figli, le pesava come un macigno. Un senso di colpa che l'ha portata alla fine a gettarsi sotto il treno per mettere fine a un'agonia che durava ormai da due anni.

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