Si urtano sul marciapiede poi lo uccide a coltellate davanti a moglie e bimbe, choc a Bergamo

Lunedì 9 Agosto 2021 di Giuseppe Scarpa
Si urtano sul marciapiede poi lo uccide a coltellate davanti a moglie e bimbe

Lo ha accoltellato di fronte alla moglie e alle due figlie piccole. Il 34enne tunisino, da anni residente in Italia, Tayari Marouan, crolla a terra. Si accascia. Muore. Alle 13.15 di domenica, in una delle vie centrali di Bergamo, va in scena il peggiore degli epiloghi. Ad assassinare il nordafricano, con un unico colpo sferrato al centro del petto, è un ragazzo italiano. Venti anni è l'età dell'omicida.
Un fendente dopo una lite. Un bisticcio banale: i due si scontrano sul marciapiede. Spalla contro spalla. Nessuno dei due si scusa, volano parole grosse. La discussione sembra degenerare. Poi tutto rientra. Almeno così sembra. Invece accade l'imponderabile.

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Ecco che il 20enne rimugina sull'accaduto. Si dirige verso casa, non lontano da dove si era scontrato con Marouan, e cerca l'arma bianca tra i cassetti della sua camera. La trova, un coltello a serramanico. Poi si dirige in via Ermete Novelli, la strada che collega viale Papa Giovanni XXIII - la via che dalla stazione ferroviaria e del tram porta verso Bergamo Alta - con via Paglia. Il 20enne è inviperito. Fuori di sé.

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Cerca il 34enne, purtroppo lo trova. Impugna il coltello e a grandi passi gli va incontro. Poi parte il colpo. La famiglia del tunisino è sbalordita. Accanto all'uomo in ginocchio c'è la moglie, la figlia, una bimba, la più piccola è nella carrozzina spinta dalla madre. Il nordafricano si accascia a terra. È chiaro a tutti, compresi i suoi cari, che la situazione è drammatica. Irreparabile. L'ambulanza arriva subito, i medici non possono fare altro che constatarne il decesso.
Il dramma si consuma non lontano dalla caserma dei carabinieri di Bergamo Bassa, che si trova proprio in via Novelli.
LA DINAMICA
Infatti i militari dell'Arma sono arrivati sul luogo dell'omicidio nel giro di pochi istanti. L'aggressore si era già allontanato, ma è stato rintracciato in poco tempo e fermato: incensurato, ha accusato un malore mentre si trovava nella caserma ed è stato trasferito all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo per un controllo.

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Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore di turno, Paolo Mandurino, che è intervento sul posto con i carabinieri. Poco dopo è arrivata anche la polizia e la municipale: numerosi i curiosi, visto che la strada è in centro e vicina ai luoghi di passaggio frequentati soprattutto la domenica, in primis viale Papa Giovanni, ma anche piazzale degli Alpini e le stazioni dei treni, dei tram e degli autobus.
Nessuno, oltre alla famiglia della vittima, avrebbe assistito all'aggressione, sulla cui precisa dinamica i carabinieri hanno avviato gli accertamenti del caso, grazie anche all'intervento del reparto scientifico giunto dal comando provinciale di via alle Valli per i rilievi in strada e sul marciapiede teatro della tragedia, proprio di fronte alla palazzina dove abita il ventenne che è stato rintracciato e fermato per l'omicidio.

 


Ieri la strada, che è a senso unico per le automobili è stata chiusa al traffico per consentire l'intervento dei soccorritori. Prima di tutto per il personale sanitario del 118: il medico ha tentato a lungo di rianimare Tayari Marouan, ma non c'è stato nulla da fare e, alla fine, ne ha dovuto constatare la morte.

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Soltanto alle 17,30, terminati tutti i rilievi, la salma è stata portata all'obitorio. Sarà probabilmente sottoposta all'autopsia. Il trentaquattrenne viveva da tanti anni a Terno d'Isola, nella Bergamasca, con la famiglia, dove si era pienamente integrato. Il coltello a serramanico usato per l'omicidio è stato recuperato dai militari dell'Arma e posto sotto sequestro per gli ulteriori accertamenti di natura scientifica.
 

Ultimo aggiornamento: 13:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA