Il Recovery e la ricostruzione, il commissario Legnini: «Sisma, la legalità dei lavori garantita con un microchip»

Domenica 25 Luglio 2021 di Andrea Bassi
Il Recovery e la ricostruzione, il commissario Legnini: «Sisma, la legalità dei lavori garantita con un microchip»

Giovanni Legnini, commissario straordinario del governo alla ricostruzione del sisma, avete appena annunciato un protocollo di legalità che prevede un chip per gli operai per verificare le presenze nei cantieri. Di che si tratta?
«Si tratta di un badge elettronico che consente di rilevare ingressi e uscite dai cantieri di uomini e mezzi».

 

Con quale scopo?
«È un ulteriore presidio di legalità. Quelli affidati alla struttura di missione e alle forze dell’ordine funzionano ma serve qualcosa in più perché dopo la devastazione del terremoto non possiamo permetterci quella della criminalità. I dati del badge affluiscono su una piattaforma digitale dedicata, rafforzando la possibilità di contrastare il lavoro nero, l’evasione e il dumping contrattuale». 


I sindacati come hanno accolto l’uso di questo badge?
«Bene direi. Abbiamo siglato un’intesa con loro e presto lo faremo anche con le organizzazioni datoriali. Si stanno istituendi i tavoli di legalità nelle 10 prefetture per governare sui territori questa innovazione. Èuna sperimentazione che, se funzionerà , potrebbe essere utile a tutto il comparto dell’edilizia». 


Chi ha accesso alla piattaforma?
«Abbiamo istituito un gruppo per la legalità, coordinato dal procuratore generale emerito Fausto Cardella, che ha grande esperienza sulle indagini riguardanti le ricostruzioni post sisma. Ora però, sarà necessario definire con il garante della privacy le modalità di accesso ad altri soggetti , a partire dalle altre istituzioni preposte ai controlli».


Oltre ai fondi del terremoto stanno per arrivare 1,8 miliardi del Recovery per il Centro Italia. Siete pronti a gestire contemporaneamente due programmi straordinari?
«Le comunità dell’appennino centrale hanno vissuto anni di grandissima sofferenza, con due terremoti devastanti nell’arco di cinque anni e poi con la pandemia. Ci sono molti cittadini che ancora vivono nelle casette provvisorie e migliaia di imprese in difficoltà, per non parlare dello spopolamento che va avanti da decenni. Questo intervento di 1,8 miliardi sul fondo complementare, aggiuntivo agli altri programmi del Pnrr e alle altre risorse messe a disposizione dal Governo e dal Parlamento, che ringrazio, insieme ad una ricostruzione sicura, sostenibile e connessa, rappresenta una grande opportunità per tutto il Centro Italia, uno dei più grandi progetti per la ripartenza del Paese. Adesso bisogna affrontare la sfida dell’attuazione».


Come coordinerete l’uso dei fondi aggiuntivi del Recovery con quelli della ricostruzione?
«La novità di questi giorni è che la Camera ha approvato un emendamento dell’onorevole Stefania Pezzopane, largamente condiviso, che introduce un modello di governance multilivello e unitario per i territori colpiti dai terremoti del 2009 e del 2016, quasi 200 Comuni dell’Appennino centrale». 


Cosa significa esattamente?
«La cabina di coordinamento del sisma 2016 viene integrata con la governance del sisma 2009, composta quindi dai Presidenti delle quattro regioni, i rappresentanti dei sindaci dei due crateri e le strutture della Presidenza del Consiglio». 


Avrà poteri speciali?
«Potrà usare il potere di ordinanza per legge affidato alla Commissario, uno strumento di velocizzazione molto utile». 


È un meccanismo che per la ricostruzione sta funzionando?
«Si , sta funzionando con risultati importanti. Nel 2020 la legge ha introdotto anche il potere di emanare ordinanze in deroga a diverse disposizioni di legge».


Una sorta di modello Genova?
«Si tratta di deroghe temperate. Le stiamo utilizzando soprattutto per i centri storici distrutti come Amatrice, Accumoli, Arquata, Norcia , Camerino. Abbiamo varato una ventina di ordinanze in deroga per 500 milioni di investimenti. Proseguiremo. Ne stiamo predisponendo una per la ricostruzione delle scuole. Ce ne sono quasi 400 da ricostruire. Con le procedure ordinarie, ci vorrebbero 10 anni».


Le deroghe varranno anche per i progetti per l’Italia centrale del Pnrr?
«Su questo deciderà la Cabina di coordinamento. Che prima di tutto dovrà definire i programmi operativi per il rilancio dell’economia, la rigenerazione urbana e le città intelligenti e le altre misure previste nel fondo».


Intanto a che punto è la ricostruzione?
«Sta accelerando molto. Nei primi sei mesi di quest’anno abbiamo autorizzato e finanziato 3.500 cantieri. Il triplo rispetto a un anno fa. Abbiamo tagliato i tempi delle autorizzazioni da un anno e mezzo a 60 -90 giorni. Ad oggi sono aperti 5.500 cantieri nel Centro Italia. Un numero molto elevato ma siamo sempre nella fase iniziale. C’è molto da fare». 


L’impennata del costo delle materie prime sta incidendo sui lavori?
«È un fenomeno che ci preoccupa molto. Dopo che la ricostruzione è partita si rischia un rallentamento, lo dobbiamo assolutamente evitare».


La norma del governo che permette di adeguare i prezzi non basta?
«Riguarda le opere pubbliche. Noi l’applicheremo. Ma rimane aperta la questione della ricostruzione privata». 


Come si risolve?
«Stiamo ragionando con il governo per una soluzione».


Che tipo di soluzione?
«Credo che alla ricostruzione privata debba essere applicata la stessa norma prevista per le opere pubbliche. Perché è vero che si tratta di cantieri privati, ma sono interamente finanziati dal pubblico. Ma il vero problema comincia a essere un altro».


Quale?
«La scarsità delle imprese». 


Non si trovano costruttori?
«Con il Superbonus al 110% e con l’arrivo del Pnrr quello dell’adeguatezza della filiera delle costruzioni è un problema che sta emergendo». 


Senta, lei dice che i cantieri accelerano e la ricostruzione è partita. Le risorse che ha a disposizione basteranno?
«Per la ricostruzione pubblica ci sono molte risorse ancora da utilizzare. Per la ricostruzione privata, l’effetto combinato dell’accelerazione dei cantieri e dell’aumento dei prezzi, determinerà l’esigenza di un rifinanziamento il prossimo anno. Abbiamo ricevuto rassicurazioni dal Governo». 

 

Ultimo aggiornamento: 16:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA