Terremoto Modena di 3.8, avvertito sino a Pisa. Epicentro a Pievipelago, paura ma nessun danno

Un giorno di scosse, dalla Liguria alle Marche e alla Calabria. Per i vulcanologi gli eventi "non sono correlati"

Caduta di alcuni calcinacci dalla chiesa di Pieve Ligure
Caduta di alcuni calcinacci dalla chiesa di Pieve Ligure
Giovedì 22 Settembre 2022, 18:04 - Ultimo agg. 23 Settembre, 15:23
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Ancora un terremoto oggi in Italia. Sono state rilevate due scosse sull'Appennino tosco-emiliano a distanza di circa un minuto l'una dall'altra. L'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) rileva una scossa di magnitudo 3.8 a otto chilometri da Pievepelago, in provincia di Modena, poco prima delle 17.50, a una profondità di 14 chilometri. La seconda è stata di magnitudo 3.2 a otto chilometri da Fosciandora, in provincia di Lucca, a una profondità di 13 chilometri, a poca distanza dalla prima. La scossa è stata avvertita ma al momento non risultano segnalazioni di danni. Numerose le segnalazioni sui social: il sisma è stato avvertito fino in Versilia. 

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Terremoto Pievipelago, nessun danno

Secondo i contatti avuti con tutti i sindaci dei Comuni della zona e con i Vigili del Fuoco, non sono stati rilevati danni a cose o a persone, riferisce la Regione. L'Agenzia regionale per la Protezione civile rimane in stato di allerta, con personale già presente presso il Centro operativo di Marzaglia, per monitorare gli effetti del fenomeno, in stretto contatto con i sindaci del territorio interessato, le autorità competenti e tutti i soggetti interessati.

Terremoti, un giorno di paura 

Prima Catania, di notte; poi Ascoli Piceno e Teramo, poi ancora Genova e Modena: la terra ha tremato in più zone d'Italia a intervalli quasi regolari; tre terremoti scollegati tra loro che fortunatamente non hanno provocato danni ma che hanno visto aumentare gradualmente la potenza e, soprattutto, dal sud al nord hanno scosso case e ospedali, scuole e industrie. E fatto crescere la paura, uguale in tutta Italia. È notte a Ragalna (Catania) quando arriva la prima scossa di magnitudo 2.5. Sono le 23.51. Poi tutto sembra calmarsi. Alle 2.33 una lieve scossa percuote Acquasparta (Trapani) con una magnitudo di 2.1. Poi alle 4,21 tocca a Paternò, la scossa aumenta la sua forza, è a 3.6. Si abbassa l'ipocentro, ma la scossa è più intensa. Non ci sono danni. La notte passa tranquilla, ma alle 7.53 la terra si sveglia e scuote Montone, a Perugia: due scosse di 2.0 e 2.1 nel giro di una manciata di secondi. Poi più nulla fino alle 12:24 e alle 12.25: è il turno di Ascoli Piceno. Il terremoto torna con due diverse scosse: la prima ha un'intensità di 4.1, la seconda di 3.6. La gente è scesa in strada, alcune scolaresche sono state fatte uscire e radunate nei campetti degli istituti. Viene sospesa la circolazione dei treni lungo la linea ferroviaria Ascoli Piceno-Porto d'Ascoli, sostituita da servizi bus. Anche in questo caso nessun danno. Ma la paura sì, è stata tanta. Quelle scosse sono state lievemente avvertite anche nel Teramano dove, 10 minuti dopo la seconda scossa, ne arriva un'altra: la rete Ingv segnala alle 12:35 una scossa con epicentro a 3 km da Civitella del Tronto (Teramo) dove si decide di evacuare alcune scuole. La situazione è sotto controllo, anche in questo caso nessun danno a alle cose né alle persone.

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Sembra che la Terra si sia finalmente acquietata. E invece non è così. Alle 14.18 nel mare davanti a Reggio Calabria, a 55 km dei profondità viene registrata una scossa di 3.2 di intensità. Passano 80 minuti di silenzio. Poi, alle 15.39 - a oltre mille chilometri di distanza - una scossa da 4.1, la più violenta di quelle avvenute oggi in Italia, scuote Genova e il Genovesato. l'ipocentro a 2 km a ovest di Bargagli, un paesino con poco più di 2 mila abitanti nella Città metropolitana di Genova. «Ero a casa e ho sentito una scossa fortissima . ha detto all'ANSA il sindaco di Bargagli Sergio Casalini -, tutto ha iniziato a oscillare e i soprammobili sono caduti. Per fortuna nessun danno ma solo tanto spavento». Crolla una statua davanti alla chiesa di Pieve Alta, a pochi chilometri da Genova, le persone scendono di corsa in strada, il centralino del Policlinico San Martino viene preso d'assalto con oltre 140 telefonate in una manciata di minuti a ridosso dell'evento: tanta ansia, consigli su come comportarsi se c'è un malato in casa. La sala di Protezione civile ligure si mette in contatto col Dipartimento e avvia il monitoraggio sui danni. I vigili del fuoco di Genova intervengono su una quindicina di casi di distacco di intonaci. Il governatore Toti scrive un tweet per avvertire la popolazione, poi spiega che al momento «non ci sono fortunatamente feriti». Trenitalia sospende la circolazione dei treni per verifiche tecniche tra Genova e Recco. Sembra finita e invece non è così: alle 17.47 la terra trema a Pievepelago (Modena), 3.8 di intensità, e poi ancora a Fosciandora (Lucca), due scosse in un minuto, la più forte di magnitudo 3.2. E ancora nelle Isole Eolie (2.6) e poi ancora a Civitella del Tronto (2.0). Dalle 23.51 di ieri sera Invg ha registrato in tutto 21 scosse di terremoto di intensità variabile (magnitudo da 2.0 a 4.1) in sette regioni: Sicilia, Calabria, Marche, Liguria, Emilia Romagna e Toscana. Nessun danno importante. Ma paura, tanta e ovunque

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