CORONAVIRUS

Treni, bus e metro, oggi il nuovo decreto. Le Regioni in rivolta: stretta impossibile

Venerdì 7 Agosto 2020 di Marco Conti

Nessun allentamento delle prescrizioni. Mascherine, distanziamento e lavaggi ripetuti delle mani restano i punti cardine del nuovo decreto che il presidente del Consiglio firmerà oggi a margine del consiglio dei ministri. L'andamento epidemiologico non peggiora, i numeri restano stabili, ma i contagi non calano, anzi. Soprattutto ci si prepara al rientro di settembre quando riapriranno le scuole, si inizieranno a chiudere le finestre e riprenderà il traffico nelle città. «Sulle mascherine, il distanziamento ed il lavaggio delle mani non dividiamoci. E' un patrimonio condiviso e si tratta di tre regole essenziali», ha sostenuto con un certo calore il ministro della Salute Roberto Speranza illustrando al Senato le linee del decreto frutto delle indicazioni date dal Comitato tecnico scientifico.

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LE TOPPE
Obbligo quindi di mascherine almeno sino al 31 agosto, niente riapertura delle discoteche, ma via libera a crociere e fiere. Le prime potranno riprendere da metà mese, mentre le fiere a settembre sempre, ovviamente, nel rispetto dei protocolli sanitari. Per le scuole l'appuntamento è per il 25 agosto quando il Cts farà il punto sull'imminente riapertura.
In buona sostanza il nuovo dpcm, che potrebbe entrare in vigore lunedì, conferma tutte le misure dei precedenti provvedimenti anche se precisa che per il trasporto pubblico locale vanno applicate le precauzioni previste sul piano nazionale. Si applicano, quindi, ai treni locali, autobus e metropolitane le regole sul distanziamento di un metro per i treni Frecciarossa e Italo che hanno comportato un dimezzamento dei posti a disposizione anche se potrebbe essere consentito viaggiare con i familiari accanto.
Mentre il trasporto aereo resta vincolato al protocollo internazionale condiviso dal Cts, sul dimezzamento di presenze sui treni locali si sono immediatamente scatenate le amministrazioni regionali che hanno ottenuto per lunedì un incontro con i ministri Speranza, De Micheli e Boccia. A proporre un incontro ad hoc durante la conferenza Stato-regioni, è stato il governatore dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini, preoccupato per le ricadute che le misure potranno avere sulla mobilità di chi lavora e degli studenti che avranno difficoltà persino a salire sugli scuolabus. Sul punto da tempo le regioni procedono in ordine sparso con ordinanze più permissive. E' il caso della Lombardia, ma anche dell'Emilia Romagna e di molte altre amministrazioni locali che hanno da tempo derogato alle indicazioni del Cts.
«Occorre collaborazione istituzionale» sostiene il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini al quale replica il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia «Sì alla condivisione delle scelte ma rispettando «le raccomandazioni di rigore e massima prudenza».

LE MANI
In attesa della riunione di lunedì anche le regioni hanno aggiornato le loro linee guida che entrano nello specifico delle riaperture delle attività economiche. Tornano i buffet mediante somministrazione da parte di personale incaricato ma non i self-service perchè si cerca di evitare che i clienti possano toccare il cibo con le mani. Potranno riaprire le saune di alberghi e centri benessere, mentre i bagni turchi sono frequentabili solo su prenotazione e per tutti valgono le norme sanitarie di sicurezza, distanziamento compreso. Ma le regioni insistono anche per aprire gli impianti sportivi al pubblico laddove - sostengono - è possibile assicurare il distanziamento. Un pressing che punta a riaprire gli stadi di calcio e degli altri sport a squadra, ma su questo punto il Comitato tecnico scientifico si è già espresso nettamente contro ed è probabile che una nuova valutazione non sarà possibile prima di aver registrato l'impatto che avrà sul numero dei contagi la riapertura delle scuole.

Ultimo aggiornamento: 06:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA