CORONAVIRUS

Coronavirus, Tso a chi rifiuta le cure. Zaia: «Mille euro di multa a chi viola la quarantena»

Martedì 7 Luglio 2020 di Lucilla Vazza

«Mille euro di multa e denuncia per chi viola l'isolamento fiduciario: se un positivo va in giro c'è il carcere o l'arresto». Così il presidente del Veneto, Luca Zaia, inaugura la nuova fase dell'emergenza Covid-19: quella della lotta senza se e senza ma ai comportamenti irresponsabili.

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L'ORDINANZA
L'ordinanza 64 emanata ieri prevede una stretta significativa: isolamento fiduciario di 14 giorni obbligatorio in caso di contatto a rischio con un soggetto positivo, con controlli più stretti demandati all'azienda Ulss, con prosecuzione di 14 giorni se si diventa positivi. E se non si accettano le misure di contenimento si passa alla segnalazione a sindaco e Prefetto. Zaia ha ricordato che degli ultimi 28 contagi avvenuti dal 1 luglio, 15 sono di importazione e per questo ha chiarito: «Se tu non torni per lavorare, se non sei nei paesi dell'allegato 1, ti fai 14 giorni di quarantena». Per chi esce dall'isolamento fiduciario, anche se negativo al tampone, la sanzione è di 1.000 euro. In caso di viaggi di lavoro è obbligatorio il tampone, offerto gratuitamente, e un secondo a distanza di 5-7 giorni se il primo risulta negativo. Grane grosse anche per il datore di lavoro inadempiente: la sanzione è di 1000 euro per ciascun lavoratore dell'azienda, se ci sono 100 dipendenti, allora sono 100.000 euro di multa. Nel frattempo al ministero della Salute si lavora attivamente alla norma per imporre in casi estremi il trattamento sanitario obbligatorio per chi rifiuta cure e ricovero: si potrebbe fare un'ordinanza ministeriale o anche un decreto-legge, che avrebbe molta più forza politica. Il Tso si applica non solo alle malattie psichiatriche, come specificato nella legge istitutiva del servizio sanitario nazionale 833/1978, all'articolo 33, ma nei casi in cui è a rischio la salute pubblica e del cittadino.
Intanto, il governatore della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, contemporaneamente annuncia controlli e restrizioni per chi arriva dal Bangladesh. Sempre ieri a indicare la rotta e in un certo senso a rispondere alla richiesta di maggiori controlli che aveva fatto proprio il leader dem da Facebook, la precisazione del ministro Speranza: «È giusto fare tutto il possibile per aumentare i controlli su chi arriva in Italia da Paesi con circolazione del Covid-19 sostenuta», ma poi ha aggiunto: «Per questo l'ordinanza che ho firmato il 30 giugno prevede l'isolamento per 14 giorni e la sorveglianza sanitaria per chi proviene da tutti i Paesi extra Schengen. I tamponi all'arrivo sono una misura ulteriore, ma non sostitutiva della quarantena».
 

 

IL NUOVO CORSO
Allora in questo scenario, la quarantena e soprattutto la possibilità di farla in sicurezza, senza contagiare conviventi e familiari, diventa il centro del nuovo corso: «Va ricordato - prosegue Speranza - che nel Decreto Rilancio è espressamente prevista e finanziata, con oltre 32 milioni di euro, la possibilità per Regioni e Province Autonome di stipulare contratti d'affitto con strutture alberghiere o di tipologia analoga per applicare le misure di isolamento e quarantena. Gli stessi fondi possono essere utilizzati per attrezzare le strutture con infermieri, operatori tecnici assistenziali, per la sanificazione e manutenzione, la formazione del personale alberghiero e la lavanderia». Come a dire le possibilità ci sono, mettetevi al lavoro e assicurate quarantene in sicurezza. Ad aprile, la protezione civile aveva calcolato la possibilità di assicurare grazie agli accordi tra regioni e albergatori oltre 12mila posti in sicurezza, calcolando però insieme anche gli alloggi militari, come la Cecchignola di Roma. Tutte le regioni nei mesi scorsi hanno individuato le strutture e predisposto le convenzioni, ma a quanto pare sono state poco utilizzate. Quando in Italia avevamo 80mila persone in quarantena, negli alberghi sanitari c'erano meno di 5mila persone.
Sicuramente molto attive in questi mesi sono state Emilia Romagna e Toscana, e proprio da Firenze, il presidente Enrico Rossi è intervenuto pochi giorni fa con un'ordinanza specifica e rigorosa in cui si dà mandato ai sindaci di adottare provvedimenti per imporre il trasferimento negli alberghi sanitari delle persone positive, in caso di inosservanza, le sanzioni per i trasgressori vanno da 500 a 5mila euro.

Ultimo aggiornamento: 13:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA