Variante Delta in Campania, focolaio a Torre del Greco: contagi in palestra, molti positivi under 30. Allarme immigrati Bangladesh

Mercoledì 23 Giugno 2021 di Ettore Mautone
Variante Delta in Campania, focolaio a Torre del Greco: contagi in palestra, molti positivi under 30. Allarme immigrati Bangladesh

Boom di infezioni provocate dalla variante indiana di Sars-Cov-2 in Campania, quasi tutte concentrate nel territorio della Asl Napoli 3 sud con un focolaio importante (44 casi registrati nell’arco di una settimana) individuato a Torre del Greco e altre fiammelle sparse tra Boscotrecase (2), Ercolano (7), Portici (4), San Giorgio a Cremano (2), San Sebastiano (3), Scafati (1), Torre Annunziata (2), Trecase (2) e Volla (6) e altri 5 casi ad Agerola. Un focolaio, quest’ultimo che pare essere scoppiato in una palestra che coinvolge due nuclei familiari. Un solo caso a Napoli che, pur registrando il maggior numero di contagi giornalieri, è stata per ora solo sfiorata dalla variante Delta. Ci sono poi gli ultimi tre casi identificati dal Cotugno, sui contagi di ieri, riferiti a pazienti residenti a Massa di Somma (2) e ad Ercolano. 

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Il ceppo virale indiano (Delta) si posiziona dunque al secondo posto dopo quello inglese (Alfa), nella lista dei campioni sequenziati con un salto che gli consente di passare da un’incidenza dell’1 per cento, registrata nei rilievi precedenti (8 casi contanti in tutto nell’ultimo mese) al 25 per cento dei campioni analizzati, dunque in linea con la media nazionale. Un quadro che emerge a seguito delle attività settimanali di sequenziamento previste dal piano di sorveglianza sui ceppi virali circolanti in Campania (condotto da Istituto Zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno, Azienda ospedaliera Dei Colli, in particolare l’ospedale Cotugno, e il Tigem su finanziamento della Regione). In totale, nella settimana precedente al 16 giugno (data dell’ultimo prelievo di campioni biologici) sono stati esaminati 321 tamponi di soggetti risultati positivi al Covid 19 con tampone molecolare. Dalle ulteriori indagini genetiche effettuate è emersa la presenza di 170 varianti inglesi e 82 indiane. Il resto della lista di ceppi virali si compone di 36 varianti brasiliane, 6 colombiane (concentrate a Laurino, nel Cilento, nell’ambito di una comunità di religiosi emersi su una trentina di positivi individuati dallo screening a tappeto e da un focolaio partito all’interno di una comunità di religiosi). Infine altre 23 europee e 4 varianti di origine incerta in fase di definizione. 

Uno scenario in cui torna a farsi sentire la voce del governatore Vincenzo De Luca: «Non è l’abbandono della mascherina a segnare la riapertura – ha sottolineato in occasione della presentazione della Fiera del libro, in programma a Palazzo Reale a Napoli agli inizi di luglio – toglierla non è conquistare lo sbarco in Normandia o firmare la costituzione democratica. I turisti arrivano quando percepiscono una società responsabile e non perduta nella movida senza regole che ci porterà a un nuovo calvario a ottobre». De Luca punta il dito anche sul governo di Roma per come ha gestito la comunicazione sui vaccini e per «i 300 che parlano di Covid» che hanno suscitato dubbi e paure. 

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I dati sui contagi delta in Campania sono stati intanto comunicati all’Istituto superiore di Sanità e all’Unità di crisi regionale nell’ambito dei rispettivi piani di sorveglianza nazionale e regionale e per il tracciamento alla Asl competente. Sono in corso ulteriori approfondimenti epidemiologici e sullo stato vaccinale dei soggetti colpiti. Molti sono giovani con meno di 30 anni. Tutti e 82 i pazienti positivi alla variante sono stati ieri contattati per avviare un più capillare tracciamento dei contatti. Pochi gli ospedalizzati. Allo stato si segnala un solo decesso in un caso trasferito in ospedale il giorno prima su cui sono in corso ulteriori indagini per la conferma della variante Delta. «Sul nostro territorio insiste una vasta comunità di cittadini del Bangladesh -– sostiene Gaetano D’Onofrio, direttore sanitario della Asl Napoli 3 sud – in particolare a Palma Campania dove sono oltre 10 mila. Una comunità chiusa, molti clandestini e pochi vaccinati. Sono impiegati in lavori agricoli, nel turismo, negli allevamenti, come domestici. Non sempre si riescono a intercettare all’aeroporto perché viaggiano spesso in treno e con triangolazioni da altre zone. Ad ogni modo non registriamo incrementi di ricoveri e di letalità. I pazienti colpiti sono tuttavia in maggioranza italiani e stanno quasi tutti in condizioni di compenso respiratorio. Chi è vaccinato non è in ospedale». 

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