Zona rossa Capodanno, vietati balli, brindisi e botti: boom ordinazioni pesce

Giovedì 31 Dicembre 2020 di Mario Ajello
Zona rossa Capodanno, vietati balli, brindisi e botti: boom ordinazioni pesce

Finalmente nessuno tormenta il prossimo - e se lo fa, è solo per provocare - con la classica domanda: «Che cosa fai a Capodanno?». Stavolta la riposta è scontata: «Niente. Ma a un certo punto, facciamoci gli auguri su FaceTime». Che barba e che noia il veglione mancato, il fine d’anno col coprifuoco parlando del tampone appena fatto e del vaccino da fare sperabilmente entro il 2021 e non alle calende greche, il cenone ristretto con congiunti e “affetti stabili” e zero possibilità di rimorchio e trenini danzerecci («A far l’amore comincia tuuuu....») ridotti al massimo a due o tre carrozze (io, mammeta e tu)? 

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Non è affatto detto che questa festa-non festa di saluto al 2020 (e non farti vedere mai più, bastardo!) stasera sarà una lagna, una tortura (in pochi si mangia meglio e spesso di più in assenza dei parenti onnivori e perfino cannibali) o un’occasione mancata. Anzi, è l’occasione perfetta per evitare, finalmente, di trascinarsi fino all’alba da una festa all’altra. Per poi risvegliarsi all’ora di pranzo del primo gennaio con un gran mal di testa post-sbornia e la solita delusione: «Nottata inutile e faticosa, l’anno prossimo me ne vado a letto subito dopo il discorso a reti unificate di Mattarella». Ecco, stavolta si può. Magari anche togliendosi lo sfizio di telefonare alla polizia se, nell’appartamento accanto, infuria un festone clandestino da 50 invitati, ovvero un cluster capodannesco. 

I DISCORSI
Infatti un italiano su due, secondo i sondaggi, è pronto a denunciare alle autorità i festaioli fuorilegge. Mentre molti genitori sono in apprensione perché in questi giorni, sbirciando nei loro profili social, si sono accorti che i figlioli stanno apparecchiando il super-capodanno alla chetichella con amici e assembramenti in qualche B&B. 
E ancora: può piacere o non piacere ma nel Capodanno al tempo del Covid - in cui più del ristorante il protagonista sarà il ristoro: «Tu lo hai preso? Io lo aspetto dai tempi delle guerre puniche» - ci sarà una limitazione dei fuochi d’artificio. A Roma i botti sono vietati, in altre parti d’Italia anche ma in altre ancora no e a Napoli il governatore De Luca chiede ai cittadini di limitarli al minimo e in effetti sparare tricche-tracche mentre tanti di noi sono nelle terapie intensive o piangono lutti parrebbe fuori luogo. Anche se perfino sul Titanic si festeggiava inconsapevolmente nel bel mezzo dell’affondamento. Resta però fino a stanotte il rebus: si spareranno meno botti del solito a causa delle restrizioni oppure in mezzo a tanta sofferenza si cercherà un balsamo nelle luminarie e nei fragori illudendosi che attutiscano per un attimo i dolori? 

Saltato un Capodanno, ce ne sarà dopo 12 mesi un altro: ecco l’atteggiamento laico da tenere stanotte. Il piagnisteo sulla festa mancata già è stato fastidioso per Natale e lo diventa ancora di più in questo caso. Del resto si può bere lo stesso (gli inglesi hanno deciso: «Stavolta beviamo più del solito, il Covid merita una sbronza epocale») e il pesce non mancherà. Anzi le ordinazioni domestiche in pescheria sono aumentate del 25 per cento, anche perché i ristoranti sono chiusi (al netto dell’asporto). E il sushi ha deciso di farla da padrone: fioccano le richieste e i rider carichi di California rolls e di nigiri al salmone affolleranno le città deserte. 

LA DECENZA
Il vero problema potrebbe essere, almeno ai nostri occhi che pure non siamo Pierre Cardin, lo sbraco estetico. Questo, con il lockdown e lo smart working, è stato per molti l’anno della tuta o della tutona, diffusa divisa casalinga da penati del confinamento. Ma almeno a Capodanno, senza magari arrivare a cravatta e gilet, ci si potrebbe vestire non da atleti da divanoletto o da italiani in pigiama ma - almeno per questa sera speciale e possibilmente anche dopo - con un golf e un paio di pantaloni. Per le donne non serve l’outfit da prima della Scala o da Teatro dell’Opera o da tacco 12 ma neanche l’accoppiamento ciabbattone & vestaglia. E speriamo che, nella riscossa delle presentabilità, ci aiuti Skype dove non conviene sfigurare troppo. 
Sui social si leggono cose così: «Quelli che stanno organizzando un festone abusivo e io positiva che sboccio con lo sciroppo a casa».

Altri scrivono: «E’ stato un anno troppo brutto, io brinderò un minuto dopo che se ne sarà andato». Qualcuno stanotte ricorderà la frase cult di Conte che alla vigilia del 2020 disse: «Sarà un anno bellissimo». Ma non conviene banalizzare questo Capodanno pieno di incertezze buttandola in politica. Meglio divertirsi con i racconti di chi questa festa-non festa se la godrà particolarmente: «Che bello, stavolta non ho dovuto fingere di essere ammalato pur di non andare da mia suocera, dove si mangia poco e anche male». 
Niente feste di piazza. Il trio Amadeus-Frassica-Morandi però su RaiUno, con la diretta L’anno che verrà, accompagnerà il popolo verso la mezzanotte. Ma che stranissimo brindisi.

 

Ultimo aggiornamento: 11:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA