Eutanasia "fai da te" al padre, medico arrestata in ospedale

Domenica 21 Giugno 2020 di Giovanni Del Giaccio

Una storia che ha dell'incredibile. Un medico arrestato in corsia, dopo aver somministrato con tutta probabilità una dose di farmaco letale al padre, malato terminale. Shock all'ospedale Santa Maria Goretti di Latina, dove venerdì sera si è verificato un episodio senza precedenti. Finito con un decesso e un arresto, appunto.
Ma andiamo con ordine.

L'uomo, 75 anni circa, era ricoverato nel reparto di Medicina. Le sue condizioni erano disperate, i sanitari avevano dato poche speranze ai familiari. Tra loro la figlia, medico alla casa di cura Città di Aprilia, autorizzata ad assistere il padre date le condizioni nelle quali si trovava. Una prassi, in casi del genere, anche perché nessuno si sarebbe aspettato quanto poi è accaduto. Ad accorgersi che qualcosa non andava è stata un'infermiera del reparto, entrata nella stanza per somministrare la terapia all'uomo. Ha notato la figlia con in mano una siringa, ha capito che l'aveva utilizzata per mandare in vena qualcosa all'uomo, ha chiesto spiegazioni e ne è nata una discussione che ha richiamato anche altro personale. Si è cercato di capire cosa avesse usato, il medico era sconvolta, nel frattempo l'uomo è deceduto. Probabilmente proprio per un farmaco iniettato dalla figlia.

A quel punto si è deciso di far intervenire la Polizia. Alla luce dei fatti la salma è stata messa a disposizione dell'autorità giudiziaria e la donna è stata arrestata. Non si conoscono altri particolari sulla vicenda o le contestazioni che le vengono mosse, né se è stata condotta in carcere o ai domiciliari. Sono stati sequestrati la siringa che aveva utilizzato e a quanto sembra anche il farmaco che avrebbe accelerato il decesso del padre. Uno di quelli che si usano per la sedazione (principi attivi che appartengono alla famiglia delle benzodiazepine o agli oppiacei) ovvero che agiscono sulla funzione cardica (come il potassio). Una sorta di eutanasia fai da te, la scelta estrema di una figlia - per giunta medico - di fronte alla sofferenza del padre. Cosa che non le ha evitato l'arresto. Inizialmente si era diffusa la notizia che la donna fosse entrata abusivamente in corsia, poi è stato ricostruito meglio l'accaduto. Fra l'altro con l'emergenza Covid che ancora non è finita è difficile entrare al Goretti se non si ha una certificazione o una specifica autorizzazione. Le visite dei parenti sono ancora contingentate e riferite solo a casi particolari. Come quello dell'uomo.

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IL QUADRO
Le condizioni dell'uomo erano disperate, veniva considerato appunto un paziente terminale e la figlia - con tutta probabilità - ha voluto evitargli di soffrire ulteriormente. Era stata autorizzata ad assisterlo, come accade in vicende del genere, proprio perché i sanitari del reparto sapevano alla perfezione che non c'era più nulla da fare. Basta questo per accelerare il processo che avrebbe condotto alla morte? È un dibattito aperto a livello internazionale, non solo in Italia. Non si può causare il decesso, anche in caso di sedazione vanno garantiti alcuni parametri vitali. Perché abbia compiuto il gesto e con quale sostanza sarà l'indagine a dirlo.
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Ultimo aggiornamento: 09:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA