CORONAVIRUS

Fase 2, Saporetti: «Solo la proroga delle concessioni salverà gli stabilimenti balneari»

Martedì 28 Aprile 2020 di Vittorio Buongiorno

Il nuovo decreto del presidente del consiglio dei ministri non ha chiarito i dubbi dei gestori degli stabilimenti balneari. La voglia di aprire c'è, ma servono regole e garanzie.
«Paradossalmente i nostri clienti staranno meglio degli anni passati» commenta Gino Saporetti, titolare a Torre Paola del più celebre stabilimento a sud di Roma che ha raccolto l'eredità di suo padre Giulio, scomparso lo scorso anno. «Staranno più larghi, potranno pranzare sotto l'ombrellone, faranno il bagno con poca gente intorno». Ma le regole sul distanziamento sociale rischiano di pesare in modo drammatico sui bilanci delle attività. «Se andrà bene avremo metà dell'affluenza dello scorso anno, e con questi numeri anche solo coprire i costi sarà un lusso».

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Il piano per poter riaprire è già pronto. «Aspettiamo solo che il Governo fissi le regole» dice Saporetti. La grande novità sarà l'addio alla distesa dei lettini. «Lo scorso anno a luglio e agosto nei fine settimana arrivavamo ad averne anche 800. Quest'anno con ogni probabilità non si potrà più prendere un lettino singolo. Solo ombrellone e lettini». L'idea è quella di posizionare solo ombrelloni, ciascuno con due lettini, a distanza di sicurezza.
CAMBIERA' IL TURISMO
«Non ci saranno più turisti dall'estero chiaramente - ragiona Saporetti a voce alta - sarà come tornare indietro di 30 anni, quando i clienti arrivavano a giugno e se ne andavano a settembre». Gli operatori, almeno quelli con gli stabilimenti più rinomati, immaginano che le limitazioni agli spostamenti porteranno i clienti più affezionati a fermarsi per lunghi periodi e non più a prendere d'assalto la Riviera d'Ulisse solo nel fine settimana. Ma al momento queste sono solo teorie tutte da dimostrare. «L'unica certezza che abbiamo è che crollerà la redditività» dice amaro Saporetti. «Anche perché non abbiamo alcuna prospettiva. Abbiamo le concessioni in scadenza e ci ritroviamo a dover fare investimenti per adeguare gli stabilimenti sapendo che se non verranno prorogate non potremo mai recuperare tutti i soldi spesi per mettere in sicurezza la struttura e salvaguardare la salute di clienti e personale. Non penso sia giusto».
DIVERSA APPLICAZIONE
E' un problema serio che, come spesso capita nel nostro paese, ha avuto soluzioni diverse anche a distanza di pochi chilometri di arenile. Accade infatti che la norma introdotta dal primo governo Conte nel 2018 - che ha prorogato la durata delle concessioni balneari fino al 2033 - non è stata applicata in modo omogeneo dalle amministrazioni comunali. Sulla costa pontina hanno ottenuto la proroga i titolari delle concessioni di San Felice Circeo, ma non quelli di Sabaudia e di Latina ad esempio. E' un problema che rischia di essere devastante in un momento come questo. «Se qualcuno di noi andrà in banca a chiedere un mutuo per adeguare gli stabilimenti non riuscirà neppure ad ottenerlo - spiega Saporetti - se avrà la concessione in scadenza alla fine dell'anno e quindi senza soldi per adeguare le strutture all'emergenza Coronavirus quest'estate rischia quindi di non aprire neppure. Vi sembra giusto? L'unica cosa che può darci luce è il rinnovo delle concessioni».
Vittorio Buongiorno
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Ultimo aggiornamento: 09:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA