Tumori della pelle, impennata in provincia. Piattaforma per lo scambio di dati e la prevenzione

Venerdì 16 Luglio 2021 di Giovanni Del Giaccio
L'ospedale "Fiorini" di Terracina

Si chiama "Skinconnecting" ed è uno strumento che consente lo scambio in tempo reale tra i centri territoriali e l'unità operativa complessa di dermatologia universitaria della Sapienza, Polo Pontino presso l'ospedale "Fiorini" di Terracina, per quanto riguarda i tumori della pelle. L'iniziativa è stata presentata in un webinar nei giorni scorsi ed era riferita ai  tumori della cute  cosiddetti non melanoma skin cancer (Nmsc) che  sono tra le patologie oncologiche più diffuse.  

«Se il melanoma è la forma di neoplasia cutanea più conosciuta - si legge in una nota - le forme Nmsc sono invece le più diffuse in assoluto. In Italia, rappresentano il 15,2% di tutti i tumori nel sesso maschile mentre nel sesso femminile invece rappresentano il 14,8 % di tutti i tumori, posizionandosi al secondo posto dopo il tumore della mammella. Nel territorio della provincia di Latina - secondo i dati dell'unità operativa della Sapienza - l’incidenza è più alta e si assesta intorno al 20-35% in quanto è una provincia popolata da pazienti a fototipo basso esposti a fotoesposizione cronica sia per motivi lavorativi (agricoltura, pesca) che per scopi ricreativi. Sebbene la maggior parte di queste neoplasie possa essere risolta con la chirurgia la capacità metastatica di tali neoplasie non mancano casi clinici più complessi dovuti spesso a diagnosi tardive che evolvono verso fenotipi più aggressivi e necessitano interventi specifici e rapid»i.

La piattaforma Skinconnecting, come hanno spiegato la professoressa  Concetta Potenza – direttrice dell'unità operativa “Daniele Innocenzi” del polo pontino della Sapienza - e   Ilaria Proietti, dirigente medico  della stessa unità, è uno strumento che intende prevenire o comunque consentire una diagnosi e un intervento precoce.

«Permette uno scambio più intenso tra territorio e ospedale riguardo i casi di carcinoma squamocellulare e basocellulare cutaneo, soprattutto nelle forme più avanzate e di difficile gestione. – spiega la professoressa Potenza – Per garantire un servizio assistenziale eccellente e tempestivo, è fondamentale condividere le proprie conoscenze avvalendosi del team multidisciplinare, in grado di fornire un quadro diagnostico e terapeutico più completo ed efficace possibile».

La piattaforma si inserisce nel percorso diagnostico e assistenziale delle persone affette da tumore cutaneo non melanoma con la missione di facilitare il confronto tra i centri territoriali e quello del "Fiorini"  tramite la condivisione dei casi clinici e la possibilità di ricevere un referto di consulenza atto a completare il quadro diagnostico-terapeutico in un’ottica multidisciplinare.

«Poter contare sulla disponibilità di una casistica ampia, sulla consulenza dei principali centri di eccellenza e sulla collaborazione multidisciplinare che coinvolga anche chirurghi, radiologi, dermatologi, nutrizionisti e neurologi, è estremante importante per la gestione dei tumori della pelle non melanoma. – aggiunge la dottoressa Proietti – È evidente che la possibilità di confrontarsi in remoto, senza abbassare gli standard di eccellenza, sia un elemento prioritario da alimentare e supportare, specialmente in questo presente digitale».

Restano, comunque, le accortezze da osservare, soprattutto per chi, per motivi professionali o di piacere ha una fotoesposizione prolungata. Il punto di partenza è sottoporsi a una visita dermatologica almeno una volta l’anno, utilizzare creme solari ad elevata protezione ma anche effettuare un monitoraggio autonomo di lesioni a rapida crescita o lesioni ulcerate, specie se posizionate vicino a mucose o  naso, occhi, bocca e orecchie. 

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