Willy Monteiro, Gabriele Bianchi aveva aperto una frutteria a Cori: il sindaco gli revoca la licenza

Martedì 8 Settembre 2020 di Monica Forlivesi
Gabriele Bianchi con il padre

Da “coraggioso” imprenditore che ha aperto una frutteria subito dopo il lockdown a feroce assassino nel volgere di un mese. Un mese esatto. È la storia di Gabriele Bianchi, uno degli assassini di Willy Monteiro Duarte, il giovane cuoco di Paliano con la passione per il calcio ammazzato a Colleferro senza nessuna pietà. Gabriele è in carcere insieme ad altri tre giovani, uno è suo fratello Marco, 26 anni, due più di lui. Dai social emerge la voglia di vivere alla grande, moto di grossa cilindrata, tatuaggi sul corpo e palme e piscine alle spalle, ville e panorami di vacanze che vorrebbero essere vip, anelli con i brillanti e orologi appariscenti. E poi un’altra grande passione, quella per le arti marziali, scelgono come disciplina la Mma (mixed martial arts), una delle discipline più dure del combattimento in cui si usano calci e pugni. Eppure Gabriele, con le sue mani ben curate, decide di aprire quell’attività a pochi chilometri da Artena, la sua città, a Cori. Strana la sorte, il negozio è in via della Libertà, quella che si è fatto strappare quando ha deciso di privare della vita Willy Monteiro, punito per avere difeso un amico. Poteva finire con una scazzottata, e sarebbe stato già troppo, invece non si sono fermati, è finita con un ragazzo di 21 anni massacrato.

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Gabriele Bianchi dunque a inizio estate decide di aprire un negozio, vende la frutta e la verdura del padre, un’attività appena avviata e già finisce in un servizio televisivo, sul tg3 regionale, come coraggioso giovane imprenditore che apre una frutteria in un piccolo centro nel post lockdown.

Un simbolo della ripartenza, ne va fiero, posta quel video e la foto di un articoletto pubblicato su un quotidiano sui suoi social e su quello del suo “Il profumo dell’orto Cori”, ha aperto un profilo su Instagram, ci mette la foto della verdura, i video delle melanzane, le foto delle zucchine, lui con il padre, e scrive: “Da padre in figlio”.

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Il sindaco di Cori, Mauro De Lillis, si è accorto ieri mattina che uno degli arrestati per l’omicidio di Colleferro era quel giovane che si era da poco insediato con la sua attività in paese. «L’unica cosa che potevo fare - dice - è avviare con il segretario generale il provvedimento di revoca della licenza». Lo conosceva? «No, non ci avevo mai parlato, ma sapevo che aveva aperto quel negozio, tanto che quando dalla Rai ci chiesero come stava andando l’economia in paese dopo il lockdown facemmo presente che i b&b e gli agriturismo stavano lavorando bene, visto che molti italiani non hanno lasciato il Paese per il Covid, e poi ci chiesero se avevano aperto nuove attività e noi facemmo presente che c’era questo giovane che aveva aperto una frutteria». Nel servizio televisivo si vede Gabriele Bianchi che vende pomodorini da sugo, sposta angurie e viene definito un raggio di sole nel post lockdown, che ha avuto il coraggio di investire e lo ha fatto in un piccolo centro. Poteva essere tutto questo, ha scelto di uccidere.
 

 

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