L'arte digitale va oltre l'arte contemporanea

Sabato 23 Ottobre 2021
L'arte digitale va oltre l'arte contemporanea

Gentile direttore,
la questione degli algoritmi di Facebook e TikTok che censurano le opere d’arte, quando mostrano immagini di nudo, è particolarmente interessate. Qualche galleria pur di pubblicizzare le proprie opere si è iscritta su Only Fans, un social in cui si paga per vedere immagini di nudo: tutto sempre e solo virtuale. Peccato però che l’approccio con l’opera d’arte dovrebbe essere fisico e concreto. Personalmente da appassionato d’arte sarei per una censura quasi totale delle opere d’arte digitali, affinché si riparta dall’idea che l’opera d’arte è sempre e soltanto reale, tangibile, vera. Esiste quando la si vede e l’unica riproduzione ammissibile è il ricordo.

Giovanni Negri 
Brusciano

 

Caro Giovanni,
periodicamente, in ogni forma espressiva, chi viene prima critica o non capisce o addirittura rinnega chi viene dopo. Certo Damien Hirst non è e non sarà mai Caravaggio, Giorgio Moroder, re della musica elettronica, non è e non potrai mai essere Beethoven. L’arte, però, è inevitabilmente l’interpretazione e la rappresentazione del contemporaneo con gli strumenti e i linguaggi dell’attualità. L’arte digitale, arrivata a prezzi folli, non devia da questo percorso che è iniziato secoli fa e continua ancora oggi. Viviamo in un momento in cui la tecnologia è in continua esplosione, l’apertura del rapporto arte e scienza ha pochi precedenti. Insomma, abbiamo la sensazione (certamente esatta) di un salto epocale. E anche le forme di espressioni artistiche potrebbero non essere più come le abbiamo interpretate fino ad oggi. L’arte digitale è, almeno mi pare, un’evoluzione dell’arte contemporanea dove l’aspetto della comunicazione, del messaggio diventa prevalente sul mezzo. Così prevalente da chiedersi se, alla fine, sia ancora arte. 

Federico Monga

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