La perizia per Berlusconi e la giustizia malata

Martedì 28 Settembre 2021
La perizia per Berlusconi e la giustizia malata

Gentile Direttore,
ho seguito sul Mattino degli ultimi giorni, raccontate con la solita chiarezza ed esaustività, le ultime vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi. Nell’ambito del caso Ruby-ter i giudici milanesi incaricati del processo hanno disposto una perizia nei confronti di Berlusconi per accertare le sue condizioni di salute e, dunque, la sua capacità di partecipare al processo, in particolare un’ampia perizia psichiatrica. Ritengo che l’atteggiamento ed il comportamento dei giudici siano un accanimento giudiziario ed un pregiudizio nei confronti dell’imputato, in quanto Berlusconi, almeno in tutte le interviste e dichiarazioni rilasciate negli ultimi tempi sui più disparati argomenti, temi e problemi, ha dimostrato lucidità, coerenza, chiarezza, ha sempre risposto a tono mettendo a volte con le sue risposte in difficoltà gli intervistatori. Insomma, un’umiliazione!

Riccardo Marrocco
Napoli

 

Caro Riccardo,
mi trovo totalmente d’accordo con il giudizio di Romano Prodi che di Berlusconi è stato avversario senza sconti e anche l’unico ad averlo sconfitto nelle urne. «Proporre una perizia psichiatrica per Berlusconi è una delle ennesime follie dell’Italia. Queste cose avvengono sempre quando ci sono climi di tensione eccessiva, quando si va sopra le righe. Crediamo che la Magistratura non sia, in fondo, partecipe di questa atmosfera?». Dopo il 1992 il rapporto tra politica e magistratura da divisione e bilanciamento dei poteri si è trasformato in scontro aperto. L’ideologia, abbandonati i partiti, si è trasferita nelle aule dei tribunali tra garantisti e giustizialisti, nel peggiore dei casi anche con posizioni mutanti a seconda delle convenienze. La giustizia resta l’argomento più divisivo, forse l’unico, che potrebbe diventare la vera miccia in grado di far saltare anche la grossa coalizione attorno a Draghi. Ci vorrebbe l’impegno da una parte e dall’altra per trovare un armistizio a questa guerra dei trent’anni, attraverso riforme, più risorse e un riconoscimento reciproco delle proprie funzioni. 

Federico Monga

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