Una risposta alla Totò a chi vieta il Buon Natale

Venerdì 3 Dicembre 2021
Una risposta alla Totò a chi vieta il Buon Natale

Gentile Direttore,
il mondo, è vero, cambia ed anche il linguaggio, ma scambiarsi gli auguri con l’approssimarsi del Natale è, e resta comunque, una tradizione, un atto spontaneo che prescinde dal credo religioso. È un uso comune e diffuso in tutti gli stati europei. Intanto con una direttiva, contenuta nel documento della Commissione Europea sulla comunicazione, si invitava a non far cenno al Natale ma augurare «buone festività». Ciò semplicemente per non mettere in imbarazzo chi non fosse di fede cristiana. Era un assurdo che si intervenisse su un linguaggio d’uso comune per tradizione in paesi democratici. Ci sono tanti problemi che l’Ue deve affrontare e non certo la comunicazione deve essere una priorità. Bene si è poi fatto a ritirare la direttiva. Ed allora, Buon Natale a tutti e l’indimenticabile Totò avrebbe aggiunto anche «Buona Pasqua Epifania».

Angelo Ciarlo
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Caro Angelo,
davvero cascano le braccia. In queste occasioni la risposta migliore è l’ironia e quindi affidarsi, come ha fatto lei, a Totò perché l’umorismo non ha prezzo. Ai tecnoburocrati di Bruxelles io mi rivolgerei così:
Parli come badi.
Non posso farti fesso perché già lo sei.
Lei è un cretino, si informi.
Lei è un cretino, si specchi, si convinca.
A volte anche un cretino ha un’idea.
L’ignorante parla a vanvera, l’intelligente parla poco. Il fesso parla sempre.

Ecco, ci vorrebbe il grande De Curtis a condurre una di queste riunioni della confusione europea sul galateo istituzionale bruxelliano, dove si bandisce anche il buon appetito prima di mangiare per non offendere chi sta a dieta e pure l’in bocca al lupo prima di un importante appuntamento per non ferire la sensibilità dei veterinari. O dove si vieta di pronunciare persino la buona notte per non far cadere in depressione gli insonni. Ma ci faccino il piacere!!!

Federico Monga

 

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