De Luca e le scuole aperte, il conto è ancora parziale

Mercoledì 19 Gennaio 2022
De Luca e le scuole aperte, il conto è ancora parziale

Gentile Direttore,
la Campania non è una regione facile da governare, ma mi sa che sull’emergenza Covid, in questa ultima fase, il presidente De Luca ha sbagliato non una ma due volte. Aveva chiuso le scuole disponendo la Dad fino a fine mese (!) ma il Tar, su ricorso del governo e dei comitati dei genitori, lo ha subito smentito. Un solo giorno di Dad, poi tutti a scuola, come nel resto d’Italia. Se qualche volta è accaduto in passato che De Luca avesse capito prima ciò che stava accadendo, stavolta si è lasciato prendere dal suo solito protagonismo politico o (peggio) nel timore che il fragile sistema sanitario campano potesse crollare. Ma la sanità in Campania non è sempre in mano a De Luca? E perchè tante critiche al governo per il ricorso al Tar? Lo Stato è uno e la Campania fa parte dello Stato!

Mario Santoro
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Caro Mario, ritengo che i modi e i toni utilizzati dal governatore della Campania non siano utili in questo (ahinoi lungo) periodo di pandemia. Gli attacchi indistinti, anche nei termini utilizzati, da De Luca a Draghi ne fanno perdere il peso della (sempre legittima per carità) critica. Fatta questa premessa penso che sia ancora presto per dire che De Luca abbia sbagliato i calcoli sui positivi a scuola. In fin dei conti è passata solo una settimana dal ritorno in classe dopo le vacanze natalizie. Troppo poco per dare un giudizio. Il periodo di potenziale incubazione e diffusione è ancora troppo breve. Di certo, se l’andamento della quarta ondata in generale sembra essere arrivato al picco o almeno nelle vicinanze, per quanto riguarda la scuola i dati sono ancora in crescita. I presidi sostengono che a livello nazionale la metà delle scuole sono, dopo una sola settimana, sono già in Dad. Quanto basta, ha denunciato il presidente dell’associazione Giannelli, perché gli insegnanti si stiano «occupando solo della gestione sanitaria e non di tutto il resto». Ovvero di insegnare. 

Federico Monga

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