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Chi vince all'Eurovision non sempre è il migliore

Giovedì 19 Maggio 2022
Chi vince all'Eurovision non sempre è il migliore

Gentile Direttore,
si è concluso l’Eurovision 2022 con la vittoria, secondo me scontata dell’Ucraina con la canzone “Stefania”. Bellissimo appuntamento a Torino, tre bravissimi presentatori, stupenda scenografia, coreografia e ospiti. Varietà di canzoni, difficili da giudicare essendo poco esperti di lingua straniera, con un po’ di trasgressione dei cantanti che non guasta mai. Secondo lei fino a che punto la vittoria decretata dal pubblico, che ha ribaltato il risultato della giuria, può cambiare la situazione in Ucraina, e far finire questa orribile guerra? Certo è un segnale di compattezza europea, senza dubbio, anche se riferito ad un avvenimento musicale, ma a cosa può giovare nel cuore del dittatore Putin? In un anno tutto può succedere, speriamo pace, solo pace, fine delle ostilità e arrivederci a Kiev.

Cav. Alberto Improta
Roma

 

Caro Cavalier Alberto,
come ben sa in questo spazio siamo avvezzi, come dice un vecchio adagio, al «pane al pane, vino al vino». All’Eurovision, mi ha sempre raccontato il nostro raffinato critico musicale Federico Vacalebre, la qualità delle canzoni - diciamo - non è stata mai la prima ragione delle classifiche. In 66 edizioni forse le uniche due vittorie davvero canore sono stati gli Abba con «Waterloo» e Gigliola Cinquetti con l’immortale «Non ho l’età» e il rock vecchia maniera dei Maneskin in «Zitti e buoni». Hanno sempre prevalso più l’esibizione, la trovata, lo strano ma vero, la coreografia, il messaggio politico main stream del momento. È andata così anche per l’edizione di Torino. Ma poteva andare peggio, come avvenne con Conchita Wurst, la drug queen austriaca, che vinse nel 2014 cantando una canzonetta nemmeno troppo orecchiabile. In fin dei conti la «Stefania» della Kalush Orchestra è un turbo folk ballabile di tutto rispetto. Un’orchestra Casadei 4.0. per capirci. 

Federico Monga

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