Gioco d'azzardo e giovani, ​proibire non è la soluzione

Venerdì 28 Gennaio 2022
Gioco d'azzardo e giovani, proibire non è la soluzione

Gentile direttore,
mi ha colpito l’immagine delle file di giocatori in attesa di entrare al casinò di Campione d’Italia, che riapriva le sue porte dopo quasi tre anni. E dire che siamo in crisi. L’italiano, e non solo, affida sempre di più le loro sorti alla fortuna. Non sono sfavorevole al gioco per la vincita, ma credo che il degenerare porti a conseguenze gravi. Mi riferisco al gioco d’azzardo ma anche alle ricevitorie piene di poveri cristi che magari si giocano in una volta sola quel che hanno, la pensione o peggio il corrispettivo del Reddito di cittadinanza. E la cosa che più mi preoccupa è il dilagare tra i giovanissimi: adolescenti che si giocano la paghetta o rubano dal portafogli dei genitori solo per comprarsi la “bolletta”. Almeno per i minorenni i controlli non dovrebbero essere severi?

Marino La Porta
Email

 

 

Caro Marino,
in uno dei suoi tanti capolavori, Il Giocatore, Fëdor Dostoevskij racconta con la sua solita crudele lucidità cosa voglia dire essere schiavi dell’azzardo: «Lei vegeta, lei non soltanto ha rinunciato ai suoi interessi personali e a quelli sociali, non soltanto ai suoi doveri di uomo e di cittadino, non soltanto ai suoi amici (eppure ne aveva), non soltanto ha rinunciato a qualsiasi fine nella vita, eccettuato quello di vincere, ma perfino ai suoi ricordi. Io ricordo di averla conosciuta in un momento forte e ardente della sua vita, ma sono convinto che lei adesso ha dimenticato tutte le sue migliori inclinazioni di allora; i suoi sogni di adesso, anche quelli più urgenti ed essenziali, ormai non vanno oltre al pair e impair, rouge, noir, la dozzina di mezzo e così via». Il divieto del gioco d’azzardo ai minorenni fa parte della lunga serie di grida manzoniane che hanno costellato la storia italiana. Nessuno controlla, i gestori girano la faccia dall’altra parte. Scommesse e casinò on line o le macchinette dai tabaccai dietro un ipocrita paravento favoriscono le possibilità di aggirare i divieti. E la facilità di aggirare un divieto diventa, nell’animo umano, un ulteriore brivido, un ulteriore incentivo. Allora si torna all’unica arma che può evitare di far finire nel labirinto del vizio i giovani: l’educazione e il dialogo. 

Federico Monga

© RIPRODUZIONE RISERVATA