I Covid party radunano solo folli ed egoisti

Lunedì 22 Novembre 2021
I Covid party radunano solo folli ed egoisti

Gentile Direttore, l’ultima follia dei negazionisti del virus - che anche nella giornata di sabato e domenica hanno fatto sentire la loro crescente protesta in tutta Europa, anche con scontri come è avvenuto nel cuore di Bruxelles - è il Corona party per infettarsi. Tutto questo, che assurdità, pur di non sottoporsi al vaccino: organizzano, ma si può?, feste in presenza di soggetti positivi che hanno il compito di contagiare i partecipanti. Così ottengono il Green pass. Davvero è una follia, non crede? La conseguenza inevitabile é l’impennata dei casi, il svoraccarico delle nostre strutture ospedaliere e il rischio che non tutti riescano a guarire, senza contare i danni a lungo termine che il Covid lascia inequivocabilmente in chi si è ammalato.

Gabriele Salini
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Caro Gabriele, nel giudicare i Covid party lei usa la parola giusta: follia. Purtroppo, però, non nell’accezione dell’elogio della pazzia del grande filosofo Erasmo da Rotterdam. I mega raduni per infettarsi certo non rientrano tra «le idee migliori che non vengono dalla ragione, ma da una lucida, visionaria follia». E nemmeno certo si può sostenere che quelle feste siano tra «quei pochi fatti certi secondo cui senza il condimento della follia non può esistere piacere alcuno». Non mi piacciono le organizzazioni sociali che vogliono legiferare su tutto. Non mi piace l’eccesso di divieti. Arrivo, anche se so che molti non sono d’accordo, a difendere la libertà di suicidio. E i Covid Party sono suicidi di massa. Lo dico brutalmente però: ognuno ha anche il diritto di buttarsi giù da un palazzo ma certo non deve correre il rischio di cadere in testa ad un altro. Non è follia ma egoismo. La follia si può anche elogiare, come ha fatto Erasmo da Rotterdam, che però concludeva il famoso libro ricordando che «di me giudicheranno gli altri: tuttavia, io ho lodato la follia, ma non certo come un folle».

Federico Monga

 

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