Strage continua sul lavoro, ​c'è una legge da sbloccare

Giovedì 21 Ottobre 2021
Strage continua sul lavoro, c'è una legge da sbloccare

Gentile Direttore,
la strage nel mondo del lavoro continua, quasi nell’indifferenza. Si stima che ogni giorno, 6.300 persone muoiano determinando più di 2,3 milioni di morti all’anno, con un danno economico pari al 4% del Pil mondiale. E il bilancio delle morti bianche, anche nel nostro Paese, purtroppo è molto pesante e non tende a ridursi. Qualcuno suggerisce la patente a punti per le aziende, in modo da penalizzare, nella partecipazione ad appalti quelle che hanno maggiori infortuni. Può essere una buona idea ma da sola non sarà sufficiente. Ci vogliono più controlli e severità. Anche il “Libretto Formativo del Cittadino”, un diario delle competenze, sarebbe d’aiuto. 

Pietro Balugani
(Modena)

 

Caro Pietro,
la piaga degli incidenti sul lavoro è Europea. Nel 2020 in tutta la Ue sono stati denunciati e registrati oltre 4,6 milioni di infortuni legati all’attività lavorativa. Il 2.4% di tutti i cittadini di età compresa tra 15 e 64 anni ne è stato vittima. Nel 2013 il tasso era il 2,8%, e questa riduzione «può essere in parte dovuto alla pandemia» di Covid, che ha visto molta gente lavorare da casa o addirittura non lavorare affatto. La categoria più a rischio sono gli artigiani seguiti dagli operatori e assemblatori di impianti e macchine e dai lavoratori qualificati dell’agricoltura e della pesca. La Francia da sola registra 1,2 milioni di infortuni, seguita da Germania (771.134), Spagna (454.992) e Italia (333.345). Degli oltre 4,6 milioni di infortuni sul lavoro registrati nel 2020, più del 50% (2,7 milioni) si concentrano in questi quattro Paesi. Penso che come sempre, oltre a punire, serva incentivare. C’è una proposta di legge ferma da anni alla Camera che prevede meccanismi di incentivi e riduzione del costo del lavoro a favore del lavoratore e delle imprese che innovano in sicurezza. Sarebbe un segno di civiltà che tutti i partiti la sbloccassero. 

Federico Monga

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