Napoli, le mele marce ​sono una mini-minoranza

Sabato 29 Gennaio 2022
Napoli, le mele marce sono una mini-minoranza

Gentile Direttore,
tra furbetti del cartellino e buste paga gonfiate all’ospedale Loreto Mare, funzionari della Prefettura di Napoli che lucravano sullo sblocco delle patenti sospese e infermieri alla Fagianeria di Capodimonte che inoculavano dosi false di vaccino, c’è un panorama di malaffare. Come si può poi pensare che un cittadino nutra fiducia nei confronti di enti e istituzioni? Resto sbalordito di quanto letto su Il Mattino e come sia possibile che le persone pensino di farla franca, mettendo in cattiva luce strutture pubbliche che meriterebbero altra cura e rispetto. Si riuscirà a limitare nel futuro questi comportamenti criminali, fuori da ogni immaginazione? 

Nicola Campoli 
Napoli 



 

Caro Nicola,
lei è assiduo frequentatore di questa rubrica e sa che sono un ottimista consapevole e critico. Nel senso che non nascondo le cattive notizie e denuncio il malaffare ma so, senza possibilità di smentita, che l’altra metà del cielo è infinitamente più ampia. E allora preferisco, in questo nostro spazio, parlare e ringraziare le migliaia di medici e infermieri che in questi due anni non si sono risparmiati per curarci, vaccinarci, consolarci, aiutarci di giorno e di notte, dal lunedì alla domenica e poi di nuovo dal lunedì alla domenica. Il Mattino ha raccontato e continuerà a raccontare le loro storie. Li abbiamo battezzati, con un po’ di retorica che in questi momenti però ci sta, i «santi con la mascherina». Fanno parte dell’Italia e della Napoli migliore. È grazie soprattutto a loro che il giudizio internazionale sul nostro Paese ha preso molti punti. Sono stati i loro sforzi, è stata la loro dedizione che hanno portato l’Italia ad essere riconosciuta nazione dell’anno secondo l’Economist, mai tenero nei nostri confronti in passato. Gli infermieri e i funzionari della prefettura a cui lei fa riferimento sono delle mele marce che non riusciranno mai ad intaccare tutto il cestino.

Federico Monga

 

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