Riscatto di Secondigliano, Gomorra non sia un alibi

Martedì 19 Ottobre 2021
Riscatto di Secondigliano, Gomorra non sia un alibi

Gentile Direttore,
prendo spunto dal titolo del Mattino del 14 ottobre. Alla fine Secondigliano ancora una volta torna in prima pagina, “grazie” alla presentazione della nuova serie di Gomorra: “Ultimo atto la guerra finale per Secondigliano” è il titolo. Capisco la trama della fiction, ma questo - dove pure purtroppo accadono brutte vicende di cronaca, anche recenti - è anche il quartiere dove vivono persone normali e negozi. Nel quartiere esistono associazioni giovanili come la Larsec che ha curato il ripristino di spazi verdi e svolge azioni per i ragazzi al fine di sottrarli alla strada. Nella sede dell’ex municipio sta sorgendo una scuola di formazione teatrale con lo stesso nobile scopo. Basta, pertanto, con questo linciaggio mediatico del quartiere. Anche Secondigliano può sperare, non crede?

Salvatore Cerasuolo
Napoli

 

Caro Salvatore,
Secondigliano può (e deve) sperare. E una fiction, seppur della potenza mediatica di Gomorra, non può oscurare le decine e decine di forze sociali, culturali e sportive che sono tanti piccoli e grandi simboli della riscossa del quartiere. Il Mattino ne tiene conto tutte le settimane. Gomorra deve essere presa per quello che è: una fiction, fatta molto bene, che rappresenta un cancro con molte metastasi non solo a Secondigliano. In questi ultimi anni però si è dato troppo peso alla narrazione. Non si deve negare o nascondere o ancora peggio rimuovere la presenza pervasiva della criminalità organizzata però il riscatto sociale, civile ed economico non può (e non deve) essere troppo ancorato alla rappresentazione di un luogo. Il rischio è che la presenza della camorra e la sua narrazione diventino un alibi per non continuare la battaglia. In questa trappola sono caduti soprattutto i commentatori, il mondo degli intellettuali e politico-culturale che si abbandonano a un dibattito troppo fine a se stesso. Chi vive sul territorio invece per fortuna non cede, non trova scuse, tende ad ignorare la disputa mediatica concentrando tutte le forze nel contrasto al disagio sociale. 

Federico Monga

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