Studenti bocciati all’Invalsi,
la colpa non è solo della Dad

Lunedì 19 Luglio 2021
Studenti bocciati all’Invalsi, la colpa non è solo della Dad

Gli sconfortanti risultati delle prove Invalsi sulla preparazione scolastica nazionale non sembra abbiano causato grosse riflessioni o commenti da parte della politica e dell’opinione pubblica. Sappiamo da anni che i nostri alunni sono carenti in Italiano, Matematica ed Inglese. La Dad non può essere un alibi, ha dichiarato il ministro della Pubblica Istruzione, le carenze di preparazione degli scolari si registrano da anni. Colpa dei docenti, che non sono selezionati in modo adeguato né hanno avuto una formazione universitaria in grado di saper svolgere una valida didattica? Colpa del buonismo imperante nelle scuole, per cui la selezione è inesistente, il merito non valorizzato, i docenti appaiono frustrati, i presidi sempre più manager, gli alunni sono demotivati, le famiglie poco collaborative? I saperi minimi nella scuola dell’obbligo sono diventati sempre più minimi, si passi questo paradosso linguistico e se i nostri ragazzi non capiscono un brano di 40 righe, possedendo un bagaglio lessicale di non più di un centinaio di parole, la situazione è drammatica per il nostro Paese.

Elvira Pierri
 

Cara Elvira, di scuola e didattica a distanza ne abbiamo parlato molto durante il lockdown anche in questo nostro spazio. L’argomento è dei più sentiti e quindi merita tornarci sopra. Sono d’accordo con lei, la Dad non può diventare una giustificazione dell’impreparazione dei nostri allievi se raffrontanti con i coetanei degli altri paesi Ocse. La Dad non è il diavolo, ma un supporto moderno all’insegnamento. Ai test Invalsi, soprattutto in matematica, l’Italia è sempre andata, diciamo, malino. Il ritardo della scuola è uno dei nodi venuti al pettine durante questa stramaledetta pandemia. E non è mai stato risolto nonostante le riforme che si sono susseguite, in questi ultimi venti anni, più che in altri settori. Non si contano, per fare un esempio, le volte che è stato modificato l’esame di maturità. E nulla cambierà fino a quando non verranno aggiornati i programmi, l’ultima volta avvenne negli anni Settanta, e non si metterà in piedi una riforma con al centro gli interessi degli studenti e non degli insegnanti come è avvenuto fino ad oggi. 

Federico Monga

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