Tortora, gli errori giudiziari e le carriere dei magistrati

Lunedì 17 Gennaio 2022
Tortora, gli errori giudiziari e le carriere dei magistrati

Gentile Direttore, è morta Silvia Tortora, figlia del grande Enzo e moglie di Philippe Leroy: la scomparsa a 59 anni. Lottò per la verità e la giustizia di Enzo Tortora, il padre. Era il 17 giugno 1983: Enzo Tortora fu costretto a chiudere Portobello per varcare la soglia di un porto molto meno idilliaco. Il napoletano Melluso, detto “Gianni il bello”, accusò il popolare conduttore di spaccio di droga per la camorra. La condanna fu terribile: dieci anni e 7 mesi di galera. La convinzione nel buon operato dell’autorità giudiziaria e verso i pentiti o presunti collaboratori di Giustizia finirono per offuscare l’opinione pubblica. Ma tre anni dopo, Enzo Tortora fu assolto con formula piena. Resta lo sforza immane della figlia Silvia, in nome del padre! C’è il rischio che fenomeni analoghi si ripetano? 

Fabio Sicari
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Caro Fabio, più che il rischio c’è, c’è stata e ci sarà la matematica certezza di altri casi Enzo Tortora. La vicenda del grande presentatore, grazie alla sua fama, è forse la più nota. Ma non certo la più grave, ammesso che si possa fare una classifica di gravità nel privare un uomo o una donna della libertà. Angelo Massaro si è fatto 22 anni di cella per omicidio. I processi si basarono sulle intercettazioni. Peccato che in una di queste, quella decisiva, ci fu uno scambio di vocali e di nomi quindi. Qualche mese in più di carcere ingiusto ha dovuto subire Giuseppe Gullotta (inascoltato da tre presidenti della Repubblica). Giudicato il responsabile della strage di Alcamo Marina nel 1976, dove vennero uccisi due carabinieri. Dopo più di vent’anni un brigadiere raccontò tutta un’altra storia. L’elenco è lungo, soprattutto se si aggiungono le migliaia di indagati, con la vita e le carriere rovinate, poi assolti a processo. Antonio Bassolino, tanto per dirne uno a noi ben noto, assolto 19 volte su 19!!! Eppure quei magistrati continuano non solo a lavorare (e ci sta, perché tutti possono sbagliare) ma addirittura a fare carriera. Mi pare eccessivo.

Federico Monga

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