Il fumetto si fa opera d’arte nella graphic novel "Ettore e Fernanda" di Paolo Bacilieri

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di Nicolas Lozito

Un atto di arte e amore. Potrebbero bastare queste parole per descrivere Ettore e Fernanda (Coconino Press, 72 pp., 29x21,5cm, 19€), il nuovo graphic novel di Paolo Bacilieri, veronese classe 1965. Una storia vera, verissima, anche se lo stesso autore scrive che ci «sembrerà assolutamente impossibile».

I due personaggi del titolo sono Ettore Modigliani e Fernanda Wittgens, lui direttore della Pinacoteca di Brera di Milano nei decenni prima della Seconda guerra mondiale, lei la sua assistente, che subentra alla direzione del museo dal 1940, diventando la prima donna a capo di un museo italiano. Lui che nel 1929 si lancia in un’incredibile avventura, trasportando più di 900 capolavori dell’arte italiana sul piroscafo “Leonardo Da Vinci” in mezzo alla tempesta per una mostra a Londra. Lei che salva la collezione della Pinacoteca, nascondendo i quadri dai nazisti e dai bombardamenti. Bacilieri riesce a creare delle tavole che trasformano la storia di due persone, due dimenticati funzionari pubblici, in un inno all’arte e al rispetto per il meglio che l’umanità può creare. 



Negli anni del Fascismo e della Guerra, delle leggi razziali e delle decisioni imposte, Modigliani non si iscrive mai al partito, difendendo con forza l’indipendenza del suo ruolo, pagando le sue scelte con l’esilio professionale. Wittgens ne raccoglierà lo spirito civile, mai arrendendosi di fronte agli orrori della guerra, fino a pagare con il carcere per aver aiutato alcune famiglie ad espatriare. Ettore e Fernanda è da portare nei licei e nelle università, da dedicare a tutti coloro che di arte vivono o che l’arte la fanno vivere.

Un libro che fa venire voglia di leggerne altri, di lanciarsi in libreria o al museo, ovunque ci sia o si faccia cultura: perché l’arte è una delle più alte «forme di difesa dell’umano», e questo volume di Bacilieri è sia scudo per il presente sia un porta verso un mondo che non esiste più. 

Una tavola al centro del libro mostra i volti incuriositi dei londinesi popolani che si trovano davanti ai migliori quadri italiani, dopo ore e ore di fila fuori dalla Burlington House e aver pagato sei pence di biglietto. Una pagina che giustappone i fumetti al Ritratto di uomo di Antonello da Messina. Modigliani, descrivendo gli sforzi compiuti per portare a Londra quelle opere dice: «Vede, Fernanda? Eccome se ne è valsa la pena!».

Domenica 28 Luglio 2019, 00:05 - Ultimo aggiornamento: 29 Luglio, 10:41
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