Lavoro, lo sfogo dello studente 25enne: «30 euro per turni di 12 ore. La chiamano flessibilità, ma questo è sfruttamento»

Se ne andava, ma a causa di alcune difficoltà economica della famiglia ricominciava con altri ruoli nella ristorazione, tutti sottopagati

«Lavoro e studio, ho accettato 30 euro per turni di 12 ore. Spesso il titolare è un padrone, ci sfrutta»: lo sfogo del 25enne contro il precariato
«Lavoro e studio, ho accettato 30 euro per turni di 12 ore. Spesso il titolare è un padrone, ci sfrutta»: lo sfogo del 25enne contro il precariato
Lunedì 26 Febbraio 2024, 13:00
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Torinese di 25 anni, oggi rider e studente all'università, Francesco Silvestri è il protagonista di una «storia collettiva» sul precariato, come dice lui. Lavora da quando di anni ne aveva 18, ma a fatica e con salari bassissimi. «Spesso il titolare non è un capo ma un padrone», e a farne le spese sono i tanti giovani dipendenti che cercano di guadagnare qualcosa per pagarsi gli studi. Dicono che dobbiamo essere «flessibili ma noi ragazzi lo chiamiamo sfruttamento. Chi ti dà lavoro spesso non vuole possedere la tua professionalità ma la tua persona».

Parole che sono manifesto del precariato giovanile.

Uno sfogo che è un urlo di tante persone, raccolto dal Corriere della Sera a cui il giovane rider ha raccontato alcuni frammenti della sua esperienza. Francesco dopo il liceo ha cominciato a lavorare in pub dove «mi pagavano 30 euro per turni di 12 ore». 

È successo anche altre volte, ha confessato. Se ne andava, ma a causa di alcune difficoltà economica della famiglia ricominciava con altri ruoli nella ristorazione, tutti sottopagati. «Ho fatto il cameriere, l’aiuto cuoco, il lavapiatti. Nella maggior parte dei casi in nero, mai visto un ispettore, con paghe da 2, 3 o 4 euro l’ora», ha raccontato Francesco. 

Oggi la situazione per lui è cambiata. Come rider prende poco meno di 10 euro l'ora ma nel frattempo deve studiare e i voti ne risentono. Dopo la laurea triennale in ingegneria gestionale, ha iniziato la magistrale in sociologia. Quella di Francesco non è una testimonianza personale fine a sé stessa: non è capitato solo a lui ma anche a tanti amici. «In 7 anni non ho trovato un lavoro onesto, senza precariato».

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