«Sono scappata dalla setta religiosa di mio papà ex poliziotto: rapiva e stuprava le persone. Ma gli volevo bene»

Nel 1993 Nelson DeCloud è stato arrestato e ha cominciato a mandare le lettere dal carcere per gestire anche a distanza la setta

«Sono scappata dalla setta religiosa di mio papà ex poliziotto: rapiva e stuprava le persone. Ma gli volevo bene»
«Sono scappata dalla setta religiosa di mio papà ex poliziotto: rapiva e stuprava le persone. Ma gli volevo bene»
Venerdì 17 Maggio 2024, 17:00
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Una donna si è aperta, per la prima volta, riguardo la setta religiosa in cui ha vissuto per gran parte della sua adolescenza, prima di riuscire a scappare insieme a sua sorella. Yaya DeCloud oggi ha 42 anni ed è soddisfatta della sua vita, soprattutto dopo aver scoperto la sua vera identità come donna trans e aver deciso di viverla appieno, dopo la morte del padre e la fine del suo matrimonio. 

Tuttavia, il suo passato nasconde tante ombre e una vita da reclusa nella famiglia DeCloud, ovvero un complesso di 30 persone che raramente si avventurava al di fuori della propria comunità. Suo padre, Nelson DeCloud, di 73 anni, era un agente di polizia e il leader spirituale della setta, per lui un banchetto sempre disponibile per soddisfare i propri impulsi sessuali. 

La vita nella setta

Come riporta il New York Post, Nelson DeCloud è morto nel 2014 nella prigione del Missouri, mentre si trovava lì a scontare una pena di 220 anni per rapimento, stupro, sodomia forzata e sequestro di persona.

Yaya ha spiegato che suo padre utilizzava la Bibbia come strumento di manipolazione all'interno della couminità e ha continuato a farlo anche dopo il suo arresto.

Yaya è scappata nel 2000, quando aveva diciannove anni, dopo aver subito abusi psicologici e fisici sin dalla nascita. «Eravamo in trenta - racconta la donna - e vivevamo tutti insieme. Non ci avventuravamo mai fuori dai confini della comune. Avevamo la nostra chiesa e lì si faceva messa. Mio papà controllava ogni aspetto e lo vedevamo come un rappresentante di Dio. Qualsiasi cosa dicesse o facesse veniva direttamente da Dio».

Poi, racconta che Nelson era un uomo «dal temperamento molto volubile, capriccioso ed estremamente severo. Sono sicura che ci volesse bene, ma se facevamo qualcosa di sbagliato... esplodeva». La vita nella comune era dura, ammette Yaya, ma non conosceva altro, né lei né il resto della sua famiglia. «Mio padre voleva sempre che La Famiglia apparisse impeccabile, senza macchia».

«Ho sentito che mio papà ha fatto molte cose terribili. Il fatto è che secondo me credeva davvero in tutto ciò che diceva - continua Yaya -. Lui è stato cresciuto nella chiesa battista e mio nonno faceva il pastore a Kansas City». Sia la donna che i fratelli e le sorella frequentavano la scuola nella comune, dove studiavano matematica, scienza e letteratura come in qualsiasi altra scuola

L'arresto e la fuga di Yaya

Nel 1993 Nelson DeCloud è stato arrestato e ha cominciato a mandare le lettere dal carcere per gestire anche a distanza la setta. Inoltre, chiamava la madre e la nonna di Yaya. «Papà ha creato un foglio codificato per poter comunicare con il cerca persone con noi e metterci in guardia su eventuali pericoli. Dato che non avevamo cellulari, poteva parlare in questo modo con mia nonna senza essere rintracciato».

Nel dicembre del 2000, Yaya e sua sorella sono riuscite a mettere da parte 40 dollari e scappare: «Uno dei motivi per cui ce ne siamo andate è che non potevamo avere amici. Quando ci siamo allontanate erano tutti a dormire e abbiamo scritto lettere al resto della famiglia per dire loro che ci dispiaceva, ma volevano andarcene. Ricordo quella notte come fosse oggi. Le strade erano scivolose, continuavamo a cadere. Poi abbiamo preso un taxi e abbiamo passato la notte in un hotel». 

Prima che suo padre morisse, nel 2014, Yaya ha potuto andarlo a trovare per dirgli addio. «Alla fine era comunque mio papà - dice la donna -. Gli volevo bene. Tutti i suoi figli erano lì, tranne uno. Ci siamo riuniti, abbiamo detto addio e ci siamo messi in circolo per pregare un'ultima volta per lui. Siamo andati a mangiare tutti insieme e poi ci siamo separati, ognuno per la sua strada».

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