Lo chef napoletano Cozzolino mangia pizze e perde 45 chili: così negli Usa diventa una star

Martedì 2 Febbraio 2016 di Emanuela Sorrentino

Una dieta a base di pizza? Chi l'avrebbe mai detto. E invece c'è chi l'ha provata ed ha anche raggiunto un risultato che fa notizia. Il New York Post ha dedicato ampio spazio alla «Pizza Diet» e allo chef Pasquale Cozzolino, 38 anni, socio di Rosario Procino del ristorante-pizzeria Ribalta di New York, che è riuscito a dimagrire 45 chilogrammi in pochi mesi mangiando almeno cinque pizze a settimana.

«Ma devo ancora perderne almeno altri 10», spiega il diretto interessato, entusiasta del risultato finora ottenuto. Alto quasi due metri, lo chef ha raccontato la sua esperienza ad Hailey Eber, nota food editor del giornale statunitense del gruppo Murdoch (al sesto posto negli Usa per tiratura) che ha corredato il servizio di tante foto del prima e dopo la particolare cura per perdere peso, e dei piatti mangiati dallo chef tra cui spicca, ovviamente, la pizza. «Il fatto che la pizza napoletana non solo non faccia ingrassare ma che possa essere inserita in una dieta chiarisce lo chef con il suo socio Rosario Procino - sta facendo rumore qui in America. Il New York Post ha dedicato oltre a tre pagine all'interno del giornale, anche metà della prima pagina a questa storia». Poi decine di testate in giro per il mondo (dall'Australia al Giappone, all'Inghilterra) hanno ripreso la notizia ed i maggiori network televisivi americani stanno contattando la pizzeria e i due soci napoletani per sapere della Pizza Diet.

Appena arrivato a New York Pasquale pesava 110 chilogrammi e nel giro di due anni era «lievitato» fino a raggiungere i 165 con enormi conseguenze sulla sua vita quotidiana e seri rischi per la salute. Lo chef ha calcolato il suo indice di massa corporea, deducendo che per non prendere peso avrebbe dovuto ingerire non più di 2700 calorie al giorno. Ha quindi cominciato una dieta mantenendosi al di sotto di queste calorie e abbinando all'alimentazione tanto sport, in particolare il kickboxing. «Le lunghe lievitazioni che adoperiamo qui in pizzeria - aggiunge Procino - gli permettono di mangiare una pizza al cui interno i lieviti hanno bruciato tutti gli zuccheri lasciando solo carboidrati complessi più facili da digerire. Così facendo in pochi mesi Pasquale è riuscito a perdere 45 chilogrammi.

Se per gli americani questa è una super notizia, per noi forse è solo una conferma sui valori della dieta mediterranea e sul fatto che una buona pizza napoletana oltre ad essere un pasto completo è anche una pietanza che può essere inserita in un regime dietetico che aiuti a perdere peso». Una dieta tipicamente mediterranea quella seguita dallo chef, con alcuni accorgimenti. Pasquale ha quindi pensato di sostituire molti dei suoi pranzi con una pizza margherita, stimata sotto le 600 calorie. «Nessuno vuole far passare l'idea che la pizza faccia dimagrire - dice Cozzolino - ma che di sicuro se ben fatta risulta leggera, digeribile e non fa ingrassare. Cura degli ingredienti, attenzione alle porzioni e lunghe lievitazioni sono essenziali. La nostra pizza è fatta di pomodori San Marzano, mozzarella, basilico, olio extravergine, farina 00, acqua, sale e una lievitazione di almeno 36 ore. Molte pizzerie qui fanno lievitare l'impasto solo 6 o 8 ore. Per gli americani, da sempre convinti che carboidrati e pizza siano i nemici numeri uno ad una dieta salutare, è stata una scoperta davvero curiosa». 

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