Napoli, pioggia di stelle Michelin
Nino Di Costanzo trascina Ischia

Mercoledì 16 Novembre 2016 di Luciano Pignataro
Napoli, pioggia di stelle Michelin Nino Di Costanzo trascina Ischia


Tutto sommato la novità più rilevante è il fatto che per la prima volta la presentazione della Guida Michelin non si è fatta a Milano ma a Parma, capitale della Food Valley italiana e sede dell'Alma. Scherzi a parte, poche emozioni, tra l'altro neanche preceduta dai rumors e un vertice di otto tristellati che per il secondo anno consecutivo non si muove.
«La Guida 2017 è un viaggio in Italia che davvero suggerisce molte deviazioni - spiega Sergio Lovrinovich, caporedattore della Guida Michelin Italia - Danì Maison di Nino di Costanzo, a Ischia, è un viaggio nella tradizione partenopea scandito dai suoi classici, che passa per un giardino dai colori arcobaleno. È la novità più significativa al centro-sud. Al nord, abbiamo due belle novità: la cucina aromatica di Schneider al ristorante Terra, in Val Sarentino, e la sicura mano di Alfio Ghezzi alla Locanda Margon, a Trento, maturata negli anni e ben sostenuta da una maison di vini di alta qualità. Due novità a Milano, città dalla clientela esigente, cosmopolita e appassionata di arte, che ben si addice ai due ristoranti Seta, al Mandarin Oriental Hotel, ed Enrico Bartolini al Mudec, Museo delle Culture in zona Navigli».

È indubbio che il 2017 sia l'anno di Enrico Bartolini, che realizza il «triplete» da quattro stelle, fregiandosi di una nuova stella con la rinascita di uno storico locale a Bergamo Alta, ora Casual Ristorante, di un'altra nuova stella in Località Badiola a Castiglione della Pescaia con La Trattoria Enrico Bartolini, e vede al Mudec l'assegnazione delle due stelle.
Ma veniamo alla Campania, dove si registra il rientro trionfale di Nino Di Costanza che si riprende le due stelle che aveva lasciato all'Hotel Manzi nel 2015 con il suo Dani Maison. Ma Ischia conquista per la prima volta anche la terza stella proprio con il Manzi dove nel frattempo è subentrato Giovanni De Vivo che ha portato la sua stella da Villa Cimbrone a Ravello. Il bellissimo Hotel di Vuilleumier non è riuscito invece a confermarla. Perde una stella anche l'Accanto di Vico Equense dopo che lo chef Vincenzo Oliviero se l'è portata in Toscana. Conferma la sua stella nonostante il cambio di chef la Sponda dell'Hotel Sirenuse. Restano inspiegabili, per restare in Penisola, l'assenza del Monastero Santa Rosa e quella di Palazzo Marziale a Sorrento.

Stella per la prima volta a Castellammare di Stabia con Piazzetta Milu dovela famiglia Izzo ha mostrato davvero di crederci investendo e continuando ad investire anche dopo la partenza di Cristoforo Trapani approdato al Byron di Forte dei Marmi. Gli è subentrato Luigi Salomone, a bottega da Francesco Sposito e Paolo Barrale di cui è stato sous chef e alla prima stagione ha centrato il bersaglio. Un ristorante vero, aperto tutto l'anno. Proprio come il Veritas, terza stella a Napoli dopo Palazzo Petrucci e l'Hotel Romeo. Anche qui premiato gli sforzo del patròn Stefano Giancotti e l'impegno di Gianluca D'Agostino a Corso Vittorio Emanuele.

Nononostante queste novità con il saldo di stelle a +3 la Campania viene superata dal Piemonte e perde la seconda posizione mentre la prima è ampiamente tenuta dalla Lombardia che vive un momento di euforia gastronomica come mai era successo in precedente. Pioggia di stelle ai giovani anche a Roma e nel Lazio, sette in tutto. La Provincia di Napoli resta la provincia più stellata d'Italia.

Il panorama della Guida Michelin 2017 si configura così: 294 ristoranti a una stella, 41 a due stelle e 8 a Tre stelle. Anche in questa edizione spiccano molti giovani talenti, ai quali viene assegnata per la prima volta l'ambita stella. Tra le 33 novità, infatti, 10 chef hanno un'età inferiore ai 35 anni. Mentre tra i 9 ristoranti che confermano la stella con cambio chef 5 hanno meno di 30 anni. Complessivamente, sono circa 300 le novità contenute nella 62a edizione che propone circa 5.300 esercizi distribuiti su più di 1.700 comuni. Tra gli oltre 2600 ristoranti: 958 sono i ristoranti che propongono un pasto completo a meno di 25 euro, 260 i Bib Gourmand, 20 le novità. Il simbolo indica gli esercizi che propongono una cucina di qualità, a carattere tipicamente regionale, con un menu completo a meno di 32 euro (35 nelle città capoluogo e nelle località turistiche importanti).
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