Maria Vittoria Marini Clarelli: «Dal Mausoleo di Augusto ai Capitolini per Roma sarà un 2020 da ricordare»

Sabato 25 Gennaio 2020 di Laura Larcan
Maria Vittoria Marini Clarelli: «Dal Mausoleo di Augusto ai Capitolini per Roma sarà un 2020 da ricordare»
È la prima donna a guidare i beni culturali del Comune di Roma. Una nomina che ha fatto già storia. Un primato che Maria Vittoria Marini Clarelli vive con discrezione ed eleganza. «Per una donna è sempre un successo quando abbatte il tetto di cristallo di una posizione apicale. Non c'è però un femminile nella gestione del patrimonio culturale, piuttosto parlerei di un'attitudine femminile alla complessità di un ufficio». Storica dell'arte di lungo corso al ministero, nei musei c'è cresciuta, vista la sua storica direzione alla Galleria nazionale d'arte moderna.

E' trascorso un anno dalla sua nomina, proviamo a tracciare un primo bilancio?
«Ho avuto il vantaggio di inaugurare progetti importanti, già avviati. Come il percorso dei Fori uniti al fianco della sindaca Raggi e del ministro, o gli scavi su via Alessandrina che ci hanno restituito reperti straordinari. Penso all'area sacra di Largo Argentina dove stiamo concludendo la ricomposizione della pavimentazione di età Domizianea, alla Mic card dei musei voluta dal vicesindaco Bergamo e che ora abbiamo esteso ai residenti della Città metropolitana. Certo, resta molto da fare».

Il 2020 è l'anno di Raffaello. Come parteciperete alle celebrazioni?
«Ci sono già grandi eventi nazionali in agenda, come la mostra a marzo alle Scuderie del Quirinale e quella in autunno con l'Accademia dei Lincei per celebrare Agostino Chigi. Pertanto noi preferiamo lavorare ad un grande evento nel 2021 per i 500 anni dalla morte di Leone X, uno dei papi mecenati di Raffaello».

I Musei Capitolini saranno protagonisti con l'attesissima mostra della collezione Torlonia.
«Aprirà il 4 aprile in collaborazione con il Ministero dei beni culturali, ed è per noi un altro traguardo raggiunto perché con la mostra inaugureremo la nuova ala del museo, il Palazzo Caffarelli, chiuso da 50 anni».

Quale sarà la vita di Palazzo Caffarelli dopo la mostra sui Torlonia?
«Sarà uno spazio dedicato alle grandi mostre. Ora l'allestimento dell'architetto Chipperfield progettato per l'evento sui Torlonia, copre le strutture del tempio di Giove Capitolino. Ma dopo la mostra, saranno messe in evidenza in tutta la loro suggestione».

L'anno che verrà. Quali sono i progetti che le stanno a cuore?
«Abbiamo la grande mostra per le celebrazioni dei 150 anni di Roma Capitale. Sarà a Palazzo Braschi in autunno, e ripercorre i primi decenni di vita della città, dalla Breccia di Porta Pia alla Grande Guerra. E poi protagonista sarà anche il Mausoleo di Augusto che apriremo nel corso del 2020. A breve concluderemo il restauro e stiamo pianificando le modalità di visita».

Il patrimonio archeologico è una componente essenziale. Ci sono progetti con cui vorrebbe lasciare il segno?
«Abbiamo progetti importanti. Andranno in gara alcuni lavori anche fuori dal centro, alla Villa dei Gordiani e al parco di Centocelle. Sul Colle Oppio in autunno riusciamo ad aprire il complesso ipogeo del criptoportico con la galleria della Città Dipinta con visite per gruppi. E dovremmo aprire anche l'Antiquarium del Celio».

Sembra davvero un anno mirabilis. Oltre al patrimonio archeologico?
«Penso alla Serra Moresca di Villa Torlonia. Una scelta non casuale: nell'anno della grande mostra sui Torlonia puntiamo ad un percorso itinerante, facendo conoscere alcuni luoghi speciali legati alla famiglia, come l'Alcova Torlonia a Palazzo Braschi, e la stessa Villa Torlonia».

A proposito di mecenati, si è molto parlato di Debra Friedkin, moglie del patron della Roma, appassionata filantropa di archeologia. Pensa di invitarla?
«Sarà interessante incontrarla».

Il tema di un piano strategico del turismo nelle città d'arte è quanto mai d'attualità.
«La sfida è quella di trovare mete alternative rispetto ai percorsi consueti. L'idea è che il turista veda anche un'altra Roma. Ci sono segnali. Il Ghetto è una zona che adesso ha una presenza turistica forte. Non a caso, l'apertura del nuovo percorso dell'area del Teatro di Marcello ha incentivato la frequentazione».

Roma e il cinema. Tom Cruise sbarcherà a marzo in città per 40 giorni di riprese.
«Stiamo lavorando con la produzione. Le riunioni sono in corso. È un progetto complesso. Tutta l'organizzazione è seguita da un tavolo tecnico di condivisione con le soprintendenze. Stiamo esaminando scena per scena».

Un sogno nel cassetto?
«Arrivare ad una collaborazione tra la società civile e le amministrazioni pubbliche per avere cura di questa città in maniera condivisa e nel rispetto dei ruoli».
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