«L'orientamento sessuale è dono di Dio e non una scelta» documento choc delle pastore protestanti

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«L'orientamento sessuale non è una scelta ma un dono di Dio». Una affermazione che farà sicuramente fare un salto sulla seggiola a molti in Vaticano ma che è stata messa nera su bianco (e approvata all'unanimità) dalla Federazione delle Chiese Protestanti svizzere, sotto la guida di molte pastore donne, come Barbara Famaschke Bosch, vice presidente dell'organismo che, nei giorni scorsi, si era riunito a Winterthur per riflettere su famiglia, matrimonio, sessualità, antropologia. Una presa di posizione netta che dimostra quanta distanza ci sia ancora su questi argomenti relativi al gender fluid rispetto alla Chiesa cattolica, per certi versi ancora concentrata a capire come 'guarire' le persone omosessuali (in alcuni ambienti).

Durante la discussione che ha portato alla firma del documento, alcuni delegati hanno chiesti di fare una distinzione tra omosessuali e il resto della popolazione etero, mettendo in chiaro che «i gay, uomini e donne, non sono gli 'altri' ma nostri fratelli e sorelle, nostri parrocchiani, nostri parenti». In Svizzera, un paese dalle forti spinte progressiste ma dalle solida basi conservatrici, ci sono persone «che non osano parlare pubblicamente di questo. Ogni chiesa dovrebbe accettare divergenze su temi come questi».










 
Giovedì 20 Giugno 2019, 09:26
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