Manifestano migliaia di donne, rivendicano libertà di vestirsi senza essere oggetto di molestie e stupri

Mercoledì 12 Giugno 2019 di Franca Giansoldati
Nei giorni scorsi a Gerusalemme e a Tel Aviv hanno sfilato in marcia migliaia di donne – molte delle quali in short o reggiseno - per denunciare la cultura della violenza e dello stupro e la loro libertà di vestire senza essere vittime di molestie di natura sessuale. La Slut walk, letteralmente la marcia delle puttane, prende ispirazione dall'omonimo movimento di protesta nato a Toronto, in Canada, circa vent'anni fa. Chi vi partecipa protesta a questa prostesta lo fa contro chi tende a trovare giustificazioni allo stupro in riferimento a qualsiasi idea sulle apparenze di una donna. «Si è vestita così, e se la è andata a cercare». Il movimento è nato quando l'agente Michael Sanguinetti, un ufficiale della polizia di Toronto, aveva suggerito che per essere al sicuro «le donne dovrebbero evitare di vestirsi come troie» come «slut».

Chi era alla manifestazione a Tel Aviv è andata con dei cartelli sui quali erano raffigurati gli uomini condannati dai tribunali per crimini sessuali, compreso il volto dell'anziano presidente Moshè Katzav. Il racconto della manifestazione è stato fatto da due importanti quotidiani, Haaretz e Times of Israel. La maggior parte delle manifestanti erano mezze svestite per fare comprendere che le donne hanno il diritto di poter vestire come vogliono senza sentirsi minacciate. Liraz, una ragazza di Gerusalemme, ha spiegato che ha amiche che sono state vittime di violenze ma che per vergogna non sono andate alla manifestazione. Ultimo aggiornamento: 13 Giugno, 13:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA