Colpisce e uccide il padre dopo una lite: «Era un violento, le picchiava di continuo»

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di Morena Izzo

«Sono anni che quella ragazza è costretta a vedere scene orrende. Questa è una tragedia annunciata». La donna, cinquantenne, a stento trattiene le lacrime. È una delle vicine di casa Deborah Sciacquatori, la 19enne che ieri mattina ha ucciso il padre, Lorenzo, 42 anni, con un colpo inferto al culmine dell'ennesima lite famigliare.
La tragedia si è consumata poco dopo le 11 a Monterotondo, in un grande condominio in via Aldo Moro. «Lo devono sapere tutti che quella è una brava ragazza», prosegue la donna. La sua è una voce unanime nel quartiere. «Quell'uomo spaventava tutti con i suoi modi aggressivi aggiunge Gabriella Noi eravamo terrorizzati. Si avvicinava e chiedeva i soldi, che poi spendeva al bar, dove passava le giornate. E un semplice rifiuto scatenava la sua violenza».

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LA DINAMICA
La vittima, stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, era rientrato all'alba di ieri in preda a uno stato di agitazione determinato dall'abuso di alcolici. Aveva preso a calci la porta dell'appartamento per farsi aprire e una volta all'interno, si è consumata l'ennesima aggressione con minacce di morte nei confronti della compagna, della madre in gravi condizioni di salute, e della figlia. Un'aggressione rivolta anche a sua sorella intervenuta per calmarlo. «Abbiamo sentito delle urla dicono altri vicini Ma capitava spesso. Litigavano di continuo e quelle povere donne erano costrette a subire insulti e violenze». Sabato sera Lorenzo Sciacquatori avrebbe litigato anche con altre persone a cui aveva chiesto soldi nel centro storico. Le quattro donne verso le 8 di mattina, sono fuggite per paura di subire conseguenze più gravi. La figlia era ancora in pigiama. Lui le ha rincorse fin davanti al portone d'ingresso per farle rientrare, colpendo al volto la compagna. La figlia a quel punto ha difeso la madre mettendosi tra i due e ne è scaturita una colluttazione.

In un vaso è stato trovato un coltello che la ragazza aveva portato con sé perché impaurita dal padre, ma secondo la procura di Tivoli, da un primo esame sul corpo della vittima, «non risulta che la morte sia riferibile a una lesione causata dal coltello, ma verosimilmente, da un colpo inferto dalla giovane». «Quello era un ex pugile spiega un altro vicino Faceva paura solo a guardarlo. Sinceramente io e mia moglie avevamo timore di incontrarlo, perché non sapevi mai che reazione potesse avere. Era ubriaco tutto il giorno. A qualsiasi ora». E ancora. «Quando era vivo il padre si comportava bene aggiunge Simona Poi dopo la sua morte, tanti anni fa, le cose sono cambiate e lui ha cominciato a bere. Era pure una brava persona quando non si trovava sotto effetto di alcol. La mancanza di un lavoro ha peggiorato le cose».

LA VITTIMA
E un lavoro aveva cercato di trovarglielo anche il Comune di Monterotondo. «Avevamo tentato di inserirlo in un contesto lavorativo pensato per persone in difficoltà spiega il vicesindaco reggente, Antonino Lupi Ma senza successo. Era una persona già seguita sia dai servizi sociali, che dal dipartimento di salute mentale e dal sert. La figlia è una ragazza in gamba che cercava, per quanto possibile, di contrastare questa situazione familiare difficile e frequentava anche il nostro cento sociale comunale Il Cantiere, gestito dalla cooperativa Folias».
E ora la preoccupazione espressa dai residenti del quartiere è proprio per la giovane.
 
Lunedì 20 Maggio 2019, 09:16 - Ultimo aggiornamento: 20-05-2019 16:43
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