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Donna incinta di due gemelli perde un bambino: ma in Polonia l'aborto è illegale e lei muore di setticemia

I familiari della vittima sostengono che i medici si sono rifiutati di operarla per timore delle restrizioni introdotte dalla recente legge polacca sull'aborto

Giovedì 27 Gennaio 2022 di Alessio Esposito
Donna incinta di due gemelli perde un bambino: ma in Polonia l'aborto è illegale e lei muore di setticemia

Una donna incinta è deceduta dopo aver portato in grembo un feto morto per circa una settimana. La famiglia della polacca Agnieszka T. ora accusa i medici dell'ospedale: la 37enne, che era incinta di due gemelli, non sarebbe stata operata dopo aver perso uno dei due a causa delle stringenti leggi in tema di aborto che vigono in Polonia. Questo avrebbe portato al deterioramento delle sue condizioni di salute, la morte del secondo bambino ed infine il suo decesso. La donna lascia un marito e tre figli. L'ospedale nega responsabilità, ma l'accusa dei familiari di Agnieska e delle associazioni locali è che i medici si siano rifiutati di operarla dopo la morte del primo bambino per timore delle restrizioni introdotte dalla recente legge polacca sull'aborto.

Polonia, donna muore dopo aver portato in grembo un feto morto: «Colpa della legge sull'aborto»

Secondo quanto ricostruito dai familiari, la donna è stata ricoverata all'ospedale della Beata Vergine Maria a Częstochowa il 21 dicembre. Il primo feto è morto nel grembo materno il 23 dicembre, ma i medici si sarebbero rifiutati di rimuoverlo appellandosi all'attuale legislazione in tema di aborto. La famiglia di Agnieszka afferma che «il suo stato di salute si è rapidamente deteriorato». L'ospedale ha aspettato che anche il cuore del secondo gemello smettesse di battere, una settimana dopo, per poi finalmente operare la donna dopo altri 2 giorni, il 31 dicembre.

Agnieszka è deceduta il 25 gennaio, dopo settimane di atroci dolori. La famiglia sostiene che sia morta di setticemia, sebbene l'ospedale non abbia identificato ufficialmente la causa del decesso. «Questa è la prova del fatto che l'attuale governo ha le mani insanguinate», ha detto la famiglia della donna in un comunicato su Facebook. L'ospedale, dal canto suo, si è difeso con una nota in cui spiega di aver «intrapreso tutte le azioni possibili e richieste per salvare la vita dei bambini e della paziente» e che «il comportamento dei medici non è stato influenzato da nient'altro che considerazioni mediche e la cura della paziente e i suoi bambini». 

Aperta un'indagine, proteste in tutta la Polonia

La procura della città di Częstochowa ha aperto un'inchiesta: si indaga sui reati di «esposizione di un paziente al rischio di perdere la vita» e omicidio colposo. Proteste sono già state organizzate nelle città di tutta la Polonia con lo slogan «Non una di più», riferisce Gazeta Wyborcza. Lo stesso slogan è stato utilizzato durante le manifestazioni dello scorso autunno.

Ultimo aggiornamento: 24 Febbraio, 20:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA