Afghanistan, poliziotta uccisa a Kabul. Il governo dei talebani ancora in alto mare

Domenica 5 Settembre 2021
Afghanistan, poliziotta uccisa a Kabul. Il governo dei talebani ancora in alto mare

Il nuovo governo dei talebani, annunciato da giorni come imminente, sembra ancora in alto mare mentre si inasprisce la battaglia per la conquista della Valle del Panshir e gli Stati Uniti evocano lo spettro di una «guerra civile» dagli esiti imprevedibili. È un Afghanistan molto vicino al caos e molto lontano dalla «sicurezza» e dall' «inclusività» promesse dal mullah (e probabile prossimo capo politico) Abdul Ghani Baradar quello che mostrano le confuse notizie che filtrano dal Paese, dove la macchina repressiva degli studenti coranici si è già messa in moto offuscando quel volto moderato che i nuovi padroni di Kabul stanno cercando di vendere al mondo. Oggi una poliziotta incinta di otto mesi è stata uccisa a colpi d'arma da fuoco nella sua casa di fronte ai familiari e ha appena visto la luce un decreto che vieta le classi miste nelle università e impone il niqab alle studentesse.

 

 

La nebbia che circonda la formazione della struttura teocratica che guiderà il nuovo Emirato islamico racconta di probabili contrasti e lotte di potere tra le anime della complessa ragnatela tribale che pervade il Paese. Le uniche certezze sono quelle di Hibatullah Akhudzada come guida suprema, e di Baradar, co-fondatore dei talebani, come capo politico. In primo piano anche il figlio del defunto mullah Omar, Mohammad Yakoob e Sher Mohammad Abbas Stanikzai, vice capo dell'ufficio politico di Doha. Per il resto non trapela nulla, a parte il fatto che di donne al governo non se ne parla. Intanto la guerra di propaganda va di pari passo con quella di posizione per la conquista del Panshir, dove sono arroccate le forze del Fronte nazionale della resistenza (Fnr) guidate da Ahmad Massoud e dall'ex vicepresidente Amrullah Saleh. I talebani hanno annunciato che le loro forze sono penetrate nella capitale provinciale Bazarak. Una notizia impossibile da verificare.

Secondo un tweet di uno dei portavoce degli studenti coranici, Bilal Karimi, sono caduti il quartier generale della polizia e il centro distrettuale di Rukhah. Ma la resistenza, riporta al Jazeera, ha dichiarato di aver circondato «migliaia di terroristi» a Khawak Pass (in direzione nord ovest) e che i talebani hanno abbandonato veicoli e attrezzature nell'area di Dashte Rewak. Circa 1.500 talebani sarebbero stati fatti prigionieri. Un'apertura è però arrivata da Massoud. «Il Fnr accoglie con favore una risoluzione su un cessate il fuoco immediato approvato dal Consiglio degli Ulema a Kabul», a patto che i talebani «fermino i loro attacchi» e «ritirino le loro truppe», ha scritto sul suo account Facebook. Una situazione che il capo di stato maggiore dell'esercito Usa, generale Mark Milley, ha definito da «guerra civile» evocando il rischio di una ripresa del terrorismo. «Non so dire se i Talebani riusciranno a governare, a consolidare il loro potere - ha osservato -, ma vedo buone probabilità per una guerra civile estesa che potrebbe portare a una ricostituzione di Al Qaida o a una crescita dell'Isis o di altri gruppi terroristici».

L'allarme

E desta allarme l'uccisione di una poliziotta nella provincia centrale di Ghor, che evoca le immagini sinistre del vecchio regime talebano. La donna, che lavorava nella prigione locale ed era incinta di otto mesi, è stata freddata in casa di fronte ai suoi parenti da uomini che, secondo un testimone, parlavano arabo e non pashtu. I familiari della vittima hanno puntato il dito contro i talebani e fornito delle foto che mostrano schizzi di sangue sul muro in un angolo della stanza e un cadavere con il volto sfigurato, ma la ricostruzione della dinamica è complicata dalla paura che spinge al silenzio i parenti. Un'uccisione che segna un'escalation della violenza contro le donne dopo la repressione, sabato, con lacrimogeni e colpi con i caricatori dei fucili di una manifestazione a Kabul.

E da domani, ha stabilito un decreto dei talebani, le studentesse potranno andare all'università solo con il volto coperto dal niqab e in classi rigidamente separate in base al sesso. Gli studenti coranici si sono invece chiamati fuori dall'omicidio di uno studioso di religione di nome Rumi Obaidullah Mutawakel e di uno dei suoi studenti, rapiti qualche giorno fa e i cui corpi sono stati ritrovati oggi. Il portavoce Zabihullah Mujahid ha fatto sapere che il duplice omicidio non ha nulla a che fare con i mujaheddin dell'Emirato islamico

 

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