Amazzonia, distrutti in un anno 13 mila km quadrati: i dati che vengono dai satelliti

Sabato 20 Novembre 2021 di Franca GIansoldati
Amazzonia, distrutti in un anno 13 mila km quadrati: i dati che vengono dai satelliti

Anno dopo anno la distruzione della foresta amazzonica avanza a passo di carica nonostante le rassicurazioni dei governi della regione in cui si estende il polmone del pianeta. A denunciare l'ulteriore progressiva deforestazione stavolta è l'agenzia di ricerca spaziale del Brasile, INPE, che ha conteggiato ben 13.235 km quadrati di devastazione in più. Grazie ai dati satellitari ora si riescono a misurare l'estensione e i confini della più grande foresta pluviale del mondo. Dal rapporto emerge che dall'anno scorso a quest'anno l'area disboscata è pari a 17 volte la dimensione della città di New York. Solo nella zona amazzonica brasiliana la distruzione è salita del 22% rispetto l'anno precedente, raggiungendo il picco più alto che era rappresentato dal 2006.

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Questo ha sollevato subito enormi polemiche, sia in Brasile che nel mondo, per le recenti rassicurazioni del presidente Bolsonaro che  alla Cop26 aveva notificato una diminuzione del disboscamento illegale e aveva fissato al 2028 l'obiettivo di porre fine alla deforestazione illegale. Grazie al satellite però non sembrerebbe. 

Nel periodo precedente il summit di Glasgow, il governo brasiliano aveva propagandato i dati mensili preliminari che indicavano un leggero calo, affermando che tutto era sotto controllo. 

La maggior parte della foresta pluviale si estende sul territorio del Brasile ed è per questo che gli impegni del governo brasiliano sono ritenuti cruciali. Gli alberi dell'Amazzonia assorbono grandi quantità di anidride carbonica che altrimenti riscalderebbero il pianeta.

Il presidente Bolsonaro per dimostrare che il governo sta proteggendo la foresta ha da tempo schierato i militari in Amazzonia (dal 2019) benchè un'indagine della Reuters abbia evidenziato che qualcosa non deve avere funzionato visto che  i militari non riescono a contenere i danni ambientali.

Mauricio Voivodic, capo del gruppo ambientalista WWF in Brasile, ha detto che il governo Bolsonaro cerca di nascondere con discorsi immaginari e sforzi di greenwashing all'estero il suo vero volto. Intanto gli scienziati avvertono che se va avanti di questo passo la distruzione del polmone verde anche l'Amazzonia potrebbe presto arrivare ad un punto critico e trasformarsi in savana. Il che signbifica che rilascerebbe enormi quantità di carbonio con effetti più che negativi per il cambiamento climatico.


 

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