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AstraZeneca, la Ue avvia un'azione legale a nome dei 27 stati membri

Lunedì 26 Aprile 2021
AstraZeneca, la Ue avvia un'azione legale a nome dei 27 stati membri

AstraZeneca «non è stata capace di presentare una strategia affidabile» sulle consegne dei vaccini. Con questa motivazione la Commissione europea ha avviato un'azione legale contro l'azienda anglosvedese che nel primo trimestre dell'anno ha consegnato ai 27 Paesi dell'Unione 30 milioni di dosi sui 120 milioni pattuiti. In Italia il commissario Francesco Figliuolo annuncia l'arrivo di 17 milioni di dosi per maggio e chiude a Sputnik: «Tipologie di vaccino diverse da quelle in approvvigionamento - spiega - forse servivano qualche mese fa», ora non più viste anche le quantità in arrivo: 62 milioni nel trimestre aprile-giugno e 94 milioni in quello successivo. E mentre diverse Regioni lanciano l'allarme sulle dosi che scarseggiano, il generale confida che se si andrà a regime con le 500mila dosi quotidiane, entro maggio si potrebbe raggiungere l'immunizzazione della «massa critica» di over 65 e fragili ed aprire così a tutte le altre categorie. 

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L'atto formale

Dopo mesi di polemiche e minacce è arrivato dunque l'atto formale da parte di Bruxelles nei confronti di Astrazeneca. «La nostra priorità - ha spiegato la commissaria europea alla Salute Stella Kyriakides - è garantire che le consegne di vaccini Covid-19 avvengano per tutelare la salute» dei cittadini «dell'Unione Europea. »Ogni dose di vaccino conta. Ogni dose di vaccino salva le vite«, ha aggiunto. L'azienda ha espresso rammarico e annunciato che si difenderà »fermamente« in tribunale, sottolineando che »dopo un anno senza precedenti, stiamo per fornire quasi 50 milioni di dosi ai Paesi Ue entro fine aprile, in linea con le nostre previsioni«. Ciò dimostra che »AstraZeneca ha rispettato pienamente l'accordo di acquisto anticipato con la Commissione Ue. Riteniamo che qualsiasi controversia sia priva di merito«. In Italia, intanto, la campagna vaccinale prosegue verso le 500mila dosi quotidiane che, secondo il programma del generale Figliuolo, si dovrebbero raggiungere giovedì prossimo. Ad indicare un'accelerata c'è anche il dato di ieri: 258.088 iniezioni, mai così tante di domenica. Il totale è arrivato così a 17.881.114, pari all'89,9% delle dosi consegnate. Il ciclo è stato completato da 5.256.010 persone. Per gli over 80 le somministrazioni sono arrivate a 5.787.330. Dalle Regioni emerge però preoccupazione, legata anche ai limiti sull'uso di AstraZeneca e J&J, consigliato al momento per gli over 60. »Bisogna dare una soluzione al problema di rischiare di non avere vaccini per una certa fascia d'età«, ha detto il presidente del Lazio, Nicola Zingaretti. Il governatore piemontese Alberto Cirio ha lamentato che »le nostre scorte sono nuovamente agli sgoccioli. Attendiamo le consegne previste in settimana, perché il Piemonte è pronto a vaccinare 40 mila persone al giorno. Abbiamo bisogno di munizioni«. Sulla stessa linea il presidente Michele Emiliano (Puglia): »Abbiamo - ha spiegato - pochissime dosi, se avessimo le dosi avremmo già finito di vaccinare tutti i pugliesi. Il governo e l'Unione europea non sono in grado di fornirci le dosi necessarie, potremmo vaccinare tutti ma non ce la facciamo perché non abbiamo dosi a sufficienza«.

Le Regioni

Secondo Vincenzo De Luca (Campania) »per immunizzare tutti i nostri concittadini, abbiamo bisogno perlomeno di altri 4-5 mesi se ci mandano i vaccini, che ancora non arrivano in misura adeguata in Campania«. Dalla tappa friulana del suo tour negli hub vaccinali del Paese Figliuolo rassicura. Tra giovedì prossimo e l'1 maggio, fa sapere, »arriveranno 4,6 milioni di dosi. A maggio poi ne avremo tra 15 e 17 milioni«. Se la 'macchinà andrà a regime attestandosi intorno alle 500mila punture quotidiane potrebbe essere vicino l'obiettivo di chiudere con over 65 e fragili ed aprire così le prenotazioni alle altre categorie. »Abbiamo 12-14 regioni che non sono lontane dal traguardo, vediamo se ce la facciamo per maggio«, osserva il commissario. Sullo Sputnik il generale frena: è in arrivo un numero sufficiente di vaccini tra quelli autorizzati dall'Ue, rimarca, ricordando inoltre che il siero russo non ha avuto l'ok dall'Ema (l'Agenzia europea del farmaco) per tre ragioni: il dossier non è ancora completo, non esiste una rete di farmacovigilanza e l'azienda ha posticipato alla prima decade di maggio la visita degli ispettori europei ai siti produttivi. Il leader della Lega Matteo Salvini, comunque, insiste: »è dai primi di marzo - lamenta - che l'Ema lo sta esaminando. Siamo ormai a fine aprile e vorrei sapere da cittadino se funziona o se non funziona. Perché se non funziona, ci sono 60 Paesi al mondo che hanno sbagliato, ma se funziona, vorrei poterlo usare anche in Italia«. La Russia, peraltro, ha raggiunto quota 18,1 milioni di somministrazioni, poco più dell'Italia, pari a sole 12 dosi per 100 abitanti contro le 29 italiane, che sono anche la media europea.

Ultimo aggiornamento: 19:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA