Putin, cosa succederebbe in caso di attacco nucleare? Lo scenario dell'università di Princeton: 34 milioni di morti in poche ore

Secondo la simulazione, denominata “Plan A”, l'attacco nucleare causerebbe anche 55,9 milioni di feriti. Una cifra a cui bisogna aggiungere anche le vittime che si avrebbero successivamente proprio a causa degli effetti del nucleare.

Putin, cosa succederebbe in caso di attacco nucleare? Lo scenario di Princeton: 34 milioni di vittime in poche ore
Putin, cosa succederebbe in caso di attacco nucleare? Lo scenario di Princeton: 34 milioni di vittime in poche ore
di Giorgia Crolace
Venerdì 21 Ottobre 2022, 17:03 - Ultimo agg. 17:04
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Circa 34 milioni di vittime nel giro di cinque ore: è questo il rischio a cui si andrebbe incontro in caso di attacco nucleare da parte della Russia. La previsione terrificante è il risultato di una simulazione portata avanti dai ricercatori dell'Università di Princeton nell'ambito del programma Science and Global Security (SGS).

La simulazione dell'attacco nucleare

Mentre aumenta la tensione per la guerra in Ucraina in vista anche della controffensiva da parte delle forze di Kiev a Kherson, secondo la simulazione, denominata “Plan A”, l'attacco nucleare causerebbe anche 55,9 milioni di feriti. Una cifra a cui bisogna aggiungere anche le vittime che si avrebbero successivamente proprio a causa degli effetti del nucleare.

La minaccia nucleare

Intanto, Mosca è riuscita a sventare il tentativo dell'esercito ucraino di riconquistare la centrale nucleare di Zaporizhzhia attualmente sotto il controllo russo. Nei giorni scorsi, come comunicano i media del Regno Unito, il ministro della Difesa britannico Ben Wallace ha compiuto una visita a sorpresa negli Stati Uniti per discutere della situazione in Ucraina e in particolare della minaccia di un attacco nucleare da parte della Russia. Il viaggio non era previsto: Wallace ha cancellato all'ultimo minuto la sua apparizione davanti alla commissione Difesa della Camera dei Comuni. «Siamo in un momento in cui questo tipo di conversazioni è necessario», ha commentato il viceministro della Difesa e responsabile per le forze armate, James Heappey.

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