Biden: «Violenza armi imbarazzo internazionale». Ma lobby scatenate, la difficile "guerra" del presidente

Giovedì 8 Aprile 2021 di Paolo Ricci Bitti
Biden: «Violenza armi imbarazzo internazionale». Ma lobby scatenate, la difficile "guerra" del presidente

Joe Biden inizia il braccio di ferro sulle armi da fuoco, battaglia regolarmente perduta dai presidenti democratici degli Stati Uniti che l'hanno preceduto. Dopo aver dormito sonni tranquilli durante la presidenza Trump, la National rifle association aspettava al varco Biden che in campagna elettorale aveva promesso una stretta sulla vendita, ridicolmente accessibile, delle armi che solo il mese scorso sono state al centro di due stragi con 18 persone restare a terra. Cinque morti, compresi due bambini, nelle ultime ore anche in South Carolina. Ma queste notizie bucano la soglia dell'attenzione grazie al numero consistente di vittime, mentre passa inosservato lo stillicidio quotidiano di vittime a volte anche casuali dato l'altissimo numero di pistole e fucili lasciati a portata di mano ad esempio di bambini. Per la Nra, che conta oltre 5 milioni di associati, un'inezia rispetto ai simpatizzanti, non è invece contrattabile il diritto di comprare e tenere in casa armi da fuoco senza alcuna limitazione, come sancito dal secondo emendamento della costituzione americana che al tempo non viene citata dalla lobby quando si tratta di rivendicare il diritto di non essere centrati da una pallottola comprabile, insieme al fucile o alla pistola, al supermercato presentando solo un documento d'identità. Il che vale anche per i turisti, anche se poi non possono così facilmente riportare a casa quella pistola o quel fucile.

 

 

Il secondo emendamento

«Nessuno vuole promuovere qualcosa che viola il secondo emendamento della costituzione americana. Ma nessun emendamento è permanente»: lo ha detto Joe Biden presentando una serie di misure per contrastare la violenza delle armi e lanciando una sorta di monito alla Nra, la potente lobby americana delle armi. «Chi parla di violazione del secondo emendamento porta avanti argomentazioni ipocrite. Dobbiamo salvare vite umane e risparmiare centinaia di miliardi di dollari se riduciamo questa violenza».

Dobbiamo vietare la vendita ai privati di fucili di assalto in stile militare», che sono le armi responsabili delle più gravi stragi in America: è l'appello lanciato da Joe Biden. Fucili d'assalto che vengono venduti sugli stessi banconi in cui si trovano i pezzi per farli sparare a raffica.

Vergogna internazionale

«La violenza delle armi è un'epidemia ed un imbarazzo internazionale, questa epidemia deve fermarsi. È arrivato il momento di dire basta» ha aggiunto Biden, contestando di nuovo come «un falso argomento» quello, sostenuto da molti repubblicani, che queste azioni «interferiscano con il secondo emendamento».

 

Poi la stretta sulle "ghost guns", quelle pistole fatte in casa assemblando le componenti di un kit fai da te. Pistole che naturalmente non hanno un numero di matricola e che non sono quindi facilmente tracciabili. Pistole in tutto e per tutto, nonostante le precisazioni della Nra che resiste imperterrita anche a numerosi scandali interni e che dal 2019 è presieduta dala durissima Carolyn Meadows che fa spallucce quando si accusa la sua associazione di rappresentare più i produttori di armi che i loro clienti fra i quali il più fiero è stato l'attore Charlton Heston (Ben Hur) fino alla morte nel 2008 testimonial storico del diritto di ogni americano di tenere addosso o in casa pistole e fucili.

È la misura più rilevante del pacchetto di decreti che Joe Biden si appresta ad annunciare per contrastare la violenza delle armi da fuoco in America che ogni anno provoca la morte di almeno 40 mila persone. Tra gli altri provvedimenti, secondo quanto anticipato, quello che riguarda le bretelle utilizzate per fissare le pistole sul braccio e così stabilizzare l'arma: d'ora in poi queste pistole saranno classificate come fucili a canna corta, dunque soggette a controlli più severi. Il pacchetto prevede poi maggiori aiuti alle agenzie che si occupano della lotta alla violenza delle armi e la richiesta di rapporto complessivo sul traffico di armi negli Usa dal 2000 in poi. Infine sarà nominato a capo dell'agenzia federale che ha un ruolo di supervisione sulle armi (il Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives), David Chipman, noto attivista del movimento chiede un maggior controllo su pistole e fucili.

Ghost guns

«Le ghost guns Sono armi fatte in case, costruite assemblando i pezzi di un kit che comprende anche le istruzioni su come completare l'arma», ha detto il presidente annunciando oggi le sue misure per il controllo delle armi alla Casa Bianca. «Vai a comprare il kit, non c'è un numero di serie, quindi quando queste armi sono usate per un crimine non si può risalire a loro - ha continuato - e gli acquirenti non devono essere controllati per comprare un kit, per costruire un'arma. Quindi, chiunque, da un criminale ad un terrorista può comprare il kit e costruirsi un'arma in 30 minuti». L'azione esecutiva di Biden è tesa a considerare questi kit come armi, quindi sotto il Gun Control Act, con numeri di serie per i componenti e controlli sulle persone che li acquistano. Tra le altre azioni annunciate da Biden la stretta da parte dal dipartimento di Giustizia sugli accessori per pistole, le cosidette «bretelle», che permettono di stabilizzare queste armi e trasformarli in più letali fucili, come aveva fatto l'autore della strage nel supermercato a Boulder, in Colorado. Il presidente ha poi detto che vuole allargare a livello nazionale le leggi che alcuni stati hanno varato e vengono chiamate «red flag law, che permette alla polizia o ai familiari di chiedere ad un giudice che per un certo periodo una persona non può possedere armi perché »rappresenta un pericolo per se e per gli altri«. Gli Stati che hanno adottato queste leggi» hanno visto una diminuzione dei suicidi, ha aggiunto Biden sottolineando come queste proteggano anche dalle violenze domestiche e prevengano stragi. A proposito della violenza domestica, Biden ha ricordato che ogni mese 53 donne vengono uccise con armi da fuoco dal partner.

 

Nra

«La Nra è pronta a combattere». Così replica la lobby che attacca il giro di vite su fucili e pistole. Queste «misure estreme», si legge in un tweet della Nra, «potrebbero richiedere a cittadini rispettosi della legge di consegnare le armi di loro proprietà e potrebbero spingere gli stati a estendere i provvedimenti do confisca delle armi».

Epidemia

«La violenza con le armi è un'epidemia. È una crisi sanitaria pubblica. Sono orgogliosa di essere parte di un'amministrazione guidata» da un presidente «che combatte da tempo per misure di buon senso sulla sicurezza delle armi. Oggi rappresenta un grande passo in avanti per rendere i nostri bambini e le nostre comunità più sicure». Lo twitta la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki. Joe Biden si appresta a presentare nelle prossime ore una stretta sulle armi da fuoco.

I sopravvissuti

Vi sono stati sopravvissuti e familiari di vittime delle tante stragi degli ultimi anni in America accanto a Joe Biden che ha annunciato alla Casa Bianca sei misure esecutive per rafforzare il controllo sulla vendita delle armi. Tra queste Gabby Gifford, l'ex deputata democratica che nel 2011 fu ferita alla testa durante una sparatoria di massa a Tucson in cui rimasero uccise sei persone. Da allora Gifford è diventata un'attivista per il controllo delle armi, come lo è Fred Guttenberg, un altro degli invitati oggi alla Casa Bianca, che è il padre di Jamie, uccisa nella strage della scuola di Parkland, in Florida, nel 2018. «Oggi è un grande giorno - ha scritto su Twitter - il giorno in cui inizia la sicurezza delle armi. Sono alla Casa Bianca per ascoltare Potus che farà la storia. Jamie,

Ultimo aggiornamento: 9 Aprile, 09:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA