Brexit, la Polonia organizza il rientro dei suoi cittadini: «Tornate, il lavoro ora c'è»

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Ancora la Brexit non è una realtà e non si sa davvero quando e se la Gran Bretagna uscirà dall'Unione europea. Però gli effetti già si fanno sentire. Il governo polacco ha infatti organizzato a Londra una fiera del lavoro che mira al rientro in patria dei lavoratori polacchi. «Ci sono ancora molte incognite legate alla Brexit.

I polacchi che vivono nel Regno Unito possono quindi sentirsi preoccupati di come saranno le loro condizioni di vita e di lavoro», ha sottolineato il ministro polacco dell'imprenditoria e della tecnologia Jadwiga Emilewicz in un annuncio che pubblicizza la fiera del lavoro sul sito web del suo ministero. «Nel frattempo, la situazione sul mercato del lavoro polacco è la migliore degli ultimi anni e l'economia polacca si sta sviluppando al ritmo più veloce in Europa. Questo è un buon momento per prendere in considerazione il ritorno in patria. La nostra fiera del lavoro può aiutare in questa decisione», ha detto Emilewicz.

Alla fiera del lavoro, che si svolge presso il Queen Elisabeth II Center, ci sono anche molte multinazionali che hanno sede in Polonia  tra cui Orange, Siemens, Ibm, Budimex, Credit Suisse e Johnson & Johnson. Il loro target sono i circa un milione di polacchi che vivono in Gran Bretagna, dove i polacchi rappresentano il gruppo di cittadini stranieri più numeroso. Il polacco è infatti la seconda lingua più parlata dopo l'inglese. «Siamo alla ricerca di oltre cinquecento persone, principalmente con esperienza nel settore delle telecomunicazioni ferroviarie e nel settore energetico.

A nostro parere, l'ambiente di lavoro polacco sarà molto più amichevole e più stabile per i polacchi di quanto lo sia il Regno Unito», ha affermato Michal Wrzosek, portavoce di Budimex, una delle maggiori imprese di costruzioni polacche che partecipa alla fiera. «Tutti i nostri lavoratori hanno un normale contratto di lavoro e un'assicurazione sanitaria, e beneficiano inoltre di corsi di formazione e bonus. Le persone di talento e impegnate possono progredire rapidamente», ha detto Wrzosek, la cui azienda impiega attualmente 5.000 persone e collabora con 15.000 appaltatori all'anno. 

Il tasso di disoccupazione in Polonia è attualmente inferiore al 6%, essendo sceso a quasi la metà dal 2015, secondo i dati del Ministero dell'Imprenditorialità e della Tecnologia. Nello stesso periodo, il salario medio è aumentato di 700 zloty polacchi (180 dollari Usa). I datori di lavoro polacchi riferiscono di avere difficoltà a trovare lavoratori, in particolare per i lavori «blue collar» nella produzione, nell'edilizia o nell'ospitalità. La Banca Nazionale Polacca stima che ci sono circa 1,2 milioni di lavoratori ucraini attualmente in Polonia, ma anche questo non è sufficiente a coprire la carenza di manodopera.

«Grazie a programmi come 500+, Good Start, Large Family Card o Maluch+, la famiglia è diventata al centro della politica sociale statale - ha sottolineato il ministro polacco della famiglia, del lavoro e della politica sociale Elzbieta Rafalska-. Tutto questo significa che la decisione di tornare in Polonia potrebbe essere più facile, anche se mi rendo conto che il ritorno dopo molti anni di emigrazione può non essere facile». 
Domenica 12 Maggio 2019, 17:11
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