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Chernobyl, centrale saccheggiata. Gli scienziati: «Rubato materiale radioattivo, sufficiente per una bomba sporca»

Venerdì 1 Aprile 2022 di Michela Allegri
Chernobyl, centrale saccheggiata. Gli scienziati: «Rubato materiale radioattivo, sufficiente per una bomba sporca»

Nei giorni scorsi, dopo più di un mese di invasione, i soldati russi che avevano occupato la centrale nucleare dismessa di Chernobyl hanno abbandonato il campo, lasciando il controllo ai lavoratori. Ma le conseguenze dell'assedio potrebbero essere disastrose. A preoccupare è il fatto che un laboratorio di monitoraggio delle radiazioni vicino al sito nucleare sarebbe stato saccheggiato: il pericolo è che il materiale sottratto possa essere utilizzato per fabbricare una bomba sporca, cioè un’arma in grado di spargere materiale radioattivo. Un dato che è al centro di accuse reciproche tra i due Paesi.

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Il disastro nel 1986

A dare l’allarme sono stati gli scienziati ucraini dell’Istituto per i problemi di sicurezza delle centrali nucleari (ISPNPP). Chernobyl, teatro del peggior disastro nucleare al mondo, avvenuto nel 1986, è stata uno dei primi bersagli di Mosca. Anatolii Nosovskyi, direttore dell’ISPNPP, ha detto che sarebbero stati sottratti isotopi radioattivi usati per calibrare gli strumenti, ma anche scorie nucleari rilasciate durante l’incidente del 1986.
Non è chiaro chi abbia rubato il materiale: Mosca accusa Kiev di avere saccheggiato i laboratori per fabbricare nuove armi. Uno dei timori, però, è che dietro al furto ci siano gruppi terroristici, intenzionati a sfruttare la situazione e a provocare il panico. Non è la prima volta che la Russia muove accuse di questo tipo: il presidente Vladimir Putin ha cercato di giustificare l’invasione sostenendo, tra le altre cose, che Kiev stesse cercando di sviluppare armi nucleari. La versione Ucraina è diametralmente opposta. L’esercito ucraino, giovedì scorso, annunciando l’allontanamento dei soldati russi, ha fatto sapere in un tweet che le truppe hanno saccheggiato la centrale di Chernobyl prima di partire: «Hanno preso attrezzature di laboratorio e materiale radioattivo».

 

Centrale dismessa

Le conseguenze dei bombardamenti, comunque, rischiano di essere pesanti. La centrale è dismessa, ma è ancora in fase di disattivazione e decontaminazione. Dall’inizio della guerra, il personale è stato sottoposto a condizioni di lavoro estenuanti. La preoccupazione è alta, anche perché le esplosioni hanno fatto alzare polvere radioattiva, aumentando il livello di radiazioni intorno al sito. Secondo le autorità ucraine, negli ultimi giorni i soldati russi avrebbero mostrato sintomi riconducibili all’esposizione a radiazioni. Si potrebbero essere ammalati dopo avere trascorso settimane senza protezioni in una zona vicina alla centrale, dove i livelli di radioattività sono particolarmente alti. Gli addetti alla sicurezza del sito hanno raccontato che i soldati russi guidavano carri armati, spesso senza indossare protezioni, nella Foresta rossa, un’area altamente contaminata e che, secondo alcuni scienziati, resterà pericolosa per migliaia di anni. Mercoledì scorso sono arrivate le notizie del ritiro dei soldati russi e dei sintomi riconducibili all’esposizione alle radiazioni. Il Guardian ha scritto che molti soldati non erano informati dei pericoli che correvano a Chernobyl, anche perché il governo russo, negli anni, ha dato scarsa rilevanza al disastro del 1986 e alle sue conseguenze.

Ultimo aggiornamento: 3 Aprile, 11:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA