CORONAVIRUS

Coronavirus, diretta. Usa primi al mondo per numero casi, New York, 100 morti in poche ore. Ma Trump prepara allentamento misure

Giovedì 26 Marzo 2020
Coronavirus, negli Stati Uniti oltre mille morti, la Russia chiude i voli internazionale

Coronavirus, il fronte della lotta alla pandemia registra oggi i dati più allarmanti in Spagna, Gran Bretagna e Stati Uniti. Gli Usa sono ora diventati il primo Paese al mondo per casi di coronavirus: secondo i dati del New York Times sono 81.488, più di Cina e Italia, con 1.178 morti in tutto il Paese. I contagi da coronavirus in tutto il mondo hanno superato la soglia dei 500.000. Lo rileva l'istituto americano Johns Hopkins, secondo cui i casi accertati sono oltre 510.000. Il numero delle vittime è vicino a 23.000.

LEGGI ANCHE Coronavirus, bollettino: casi totali 80.539, 10.361 i guariti (+999) e 8.215 i morti (+712)

New York galoppa verso i 40 mila casi
Secondo gli ultimi dati diffusi dal governatore Andrew Cuomo, sono 37.258, oltre 7.000 in più in meno di 24 ore. Il bilancio delle vittime è salito a 385, circa 100 più in poche ore. La metà dei newyorkesi, circa 4 milioni di persone, sarà contagiata prima che il coronavirus faccia il suo corso naturale. È la tetra previsione del sindaco Bill de Blasio, alla luce degli ultimi dati sui decessi e sui contagi. «È plausibile - ha detto de Blasio - ed è molto preoccupante, ma dobbiamo iniziare a dire la verità». Secondo l'assessore alla sanità della Grande Mela, Oxiris Barbot, l'epidemia potrebbe cominciare a rallentare a settembre.

Trump vuole soldati al confine con il Canada
Donald Trump, tra le misure per frenare la diffusione del coronavirus, vuole blindare la frontiera col Canada schierando i militari a 40 chilometri dal confine, così da impedire ingressi irregolari. Lo ha denunciato Justine Trudeau, affermando di essere totalmente contrario alla militarizzazione del confine americano-canadese. Il Canada confina con 13 stati Usa.

Allo stesso tempo l'amministrazione Trump sta preparando delle nuove linee guida per allentare nelle zone considerate meno a rischio le misure di distanziamento sociale e le altre misure messe in campo per contrastare la diffusione dei contagi da coronavirus. In una lettera ai governatori il presidente ha scritto che le regole dovranno tenere conto se una contea sia ad alto, medio o basso rischio. Così i governatori potranno decidere se «mantenere, aumentare o allentare le misure prese».

Il coronavirus ha provocato 365 decessi nelle ultime 24 ore in Francia tra cui «per la prima volta, una ragazza di 16 anni» nell'Ile-de-France, portando a 1.696 il numero dei morti dall'inizio dell'emergenza. Lo ha reso noto in conferenza stampa il direttore dell'Autorità nazionale per la salute, Jérome Salomon, secondo il quale 3.375 pazienti si trovano attualmente in terapia intensiva (+548 in un giorno), mentre i casi confermati sono 29.155.

In Germania aumentano i contagiati
Continuano ad aumentare velocemente i contagiati da Coronavirus in Germania: in serata sono saliti a 43.646 i casi postivi segnalati dall'Hopkins University, secondo la quale il bilancio delle vittime è di 239. Stamattina i positivi registrati erano 37.323 e le vittime 206: dato che segnala che solo oltre 6000 i nuovi casi registrati. Il ministro della Salute Jens Spahn ha affermato oggi che i tedeschi sono davanti «alla quiete prima della tempesta».

Salgono a 3.629 i casi di coronavirus in Turchia con 1.196 nuovi contagi registrati nelle ultime 24 ore. Altre 16 persone sono decedute, portando a 75 il totale delle vittime. Lo ha annunciato stasera il ministro della Salute turco Fahrettin Koca.

La Cina taglia drasticamente i voli internazionali
La Civil Aviation Administration of China (Caac), l'authority sui voli civili, ha disposto che le compagnie domestiche mantengano un solo collegamento per ogni singolo Paese con frequenza settimanale. I vettori stranieri, si legge in una nota, dovranno a loro volta rispettare il via libera ad un unico volo con la Cina e di frequenza settimanale. Le misure puntano a limitare i rischi del contagio di ritorno del coronavirus.

Gran Bretagna
È salito a 578 il numero dei morti nel Regno Unito. Lo ha reso noto il dipartimento della Sanità britannico, secondo cui a questa mattina i casi di coronavirus registrati erano 11.658. Gli ospedali di Londra sono alle prese con «un'esplosione» di ricoveri legati al coronavirus e si attende nei prossimi giorni «uno tsunami continuo» di casi gravi. Lo ha detto oggi alla Bbc Chris Hopson, numero uno di Nhs Providers, un'associazione che rappresenta i manager del sistema sanitario britannico. «C'è un'esplosione della domanda per pazienti gravi», ha detto Hopson e le previsioni sono di ulteriori «ondate dopo ondate». «Ci aspettiamo uno tsunami continuo, secondo le parole che uso io spesso», ha aggiunto.

Coronavirus, WeWorld: «Una help-line per le donne in difficoltà»
Coronavirus, a Roma calano i ricoveri e aumentano i pazienti dimessi, allestita una nuova clinica a Civitavecchia
 

 

Hopson ha sottolineato come l'apertura lampo di un ospedale temporaneo da 4000 posti letto in più nel quartiere fieristico londinese dell'Excel Centre sia importante, ma aggiungendo che secondo il parere dei manager sanitari potrebbe essere riempito «molto velocemente». Meno allarmistico il parere del professor Neil Ferguson, dell'Imperial College, lo scienziato che con le sue proiezioni statistiche ha convinto il governo di Boris Johnson ad adottare misure più drastiche di restrizione dei contatti sociali fino al lockdown.

Intervistato nello stesso programma dopo essersi ripreso da un contagio in forma non grave da Covid-19, Ferguson ha ammesso che vi saranno «alcune settimane molto difficili» nelle zone del Paese epicentro dell'epidemia. «Ma in generale» si è detto convinto che le misure adottate, se rispettate dalla gente, permetteranno al sistema sanitario di «riassestarsi rapidamente». E che neppure Londra «collasserà». La sua stima è che «entro 3 settimane s'inizierà a vedere un'inversione nella curva dei contagi e un calo dei numeri».

Dyson, da aspirapolveri a respiratori
Riconversione lampo dagli aspirapolvere ai ventilatori per la respirazione medica assistita dei pazienti colpiti dal coronavirus per la Dyson, azienda britannica leader mondiale negli elettrodomestici innovativi. Sollecitato dall'appello in stile bellico del governo di Boris Johnson, il patron e inventore sir James Dyson, simpatizzante del premier Tory e storico sostenitore della Brexit, ha rimodellato in corsa un'intera linea di produzione mettendo al lavoro «centinaia d'ingegneri», riferisce la Bbc. Risultato: 10.000 ventilatori in più in arrivo, già ordinati dal governo per gli ospedali pubblici del Regno, partiti in affanno rispetto al picco atteso del virus. Dyson confida di moltiplicare ora i pezzi «su larga scala» nel suo stabilimento inglese del Wiltshire, magari usando alcuni hangar militari serviti al tempo della Seconda Guerra Mondiale per produrre paracadute. Un modo per riscoprire «lo spirito del blitz», ossia l'epopea dello sforzo nazionale che 80 anni fa animò i britannici contro l'aggressione della Germania nazista.

Commissione europea 
«È difficile rendersi conto fino a che punto il mondo è cambiato dall'ultima volta che ci siamo visti, in pochissimo tempo il virus si è trasformato in pandemia che uccide, da un giorno all'altro il nostro modo di vita è cambiato, e siamo passati dalla routine quotidiana alla lotta per la nostra vita». Lo ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen alla plenaria del Parlamento europeo. «Abbiamo vissuto una tragedia nel cuore dell'Europa di una portata inimmaginabile, sono vicina a tutte le vittime e loro famiglie. Ma se il virus colpisce forte i cittadini europei sono potenti e forti e rendo omaggio a uomini e donne che conducono questa lotta, dalla spagna all'Italia che sono andati incontro al pericolo, sono eroi», facendo riferimento ai medici e infermieri.

Stati Uniti
Cresce ancora l'emergenza negli Usa. Impennata di casi positivi di coronavirus nello Stato di New York: oltre 30 mila, la metà di quelli di tutti gli Stati Uniti. I morti sono 285, di cui 192 nella Grande Mela. In torale negli Usa le vittime hanno superato quota mille, 1.031 per l'esattezza. Lo riferisce il sito dell'università americana Johns Hopkins. I casi positivi invece sono 68.572.
 

E sono 163 morti i morti nelle ultime 24 ore, il dato peggiore da quando è esplosa l'epidemia. Sono 52.976 i casi di contagio finora accertati negli Usa. Ma il presidente Trump assicura: «Stiamo già cominciando a veder la luce in fondo al tunnel». La maggioranza repubblicana al Senato degli Stati Uniti ha annunciato oggi di aver raggiunto con i democratici e la Casa Bianca un accordo su uno «storico» piano da 2.000 miliardi di dollari per rilanciare la prima economia mondiale, colpita duramente dalla pandemia di coronavirus. «Stiamo già cominciando a veder la luce in fondo al tunnel»: lo ha detto il presidente americano Donald Trump, mentre l'epidemia del coronavirus negli Stati Uniti ha ormai superato i 52mila casi con oltre 600 morti. «Il nostro obiettivo è riaprire il Paese mentre ci avviciniamo alla fine della nostra storica battaglia contro il nemico invisibile»: lo ha ribadito Donald Trump aprendo il briefing quotidiano con la stampa della task force anticoronavirus. «Vinceremo», ha aggiunto Trump. «Lavoriamo duro per fare di Pasqua una scadenza reale».

Russia
Mosca: aeroporti  aveva già ridotto i collegamenti internazionali, limitandoli a quelli della compagnia aerea nazionale Aeroflot. In Russia sono 658 i casi di contagio. Il decreto rende operativa la chiusura di numerosi luoghi pubblici. Vladimir Putin ha deciso ieri una settimana di fermo e ha rinviato il voto sulla sua riforma costituzionale per rallentare l'epidemia.
Inoltre il presidente ha annunciato che verrà introdotto «una settimana di stop» alle attività «non essenziali», dal 28 marzo al 5 aprile. «State a casa», ha detto Putin in televisione. Inoltre sarà rimandato a causa il voto nazionale sulla riforma costituzionale russa.

Coronavirus, deficit e zero tasse: così gli altri Paesi affrontano la crisi
Tokyo giù con un ritorno del pessimismo su impatti pandemia

Spagna, «I malati muoiono soli»
Sono ormai più di 3.600 i morti con coronavirus in Spagna. Ieri il Paese ha superato il numero di morti registrati in Cina a causa della Covid-19 e gli ultimi dati riportati stamani dal sito web del giornale El Pais  parlano di 3.643 vittime, 49.384 casi di infezione e 5.367 persone guarite. Secondo l'edizione online del quotidiano El Mundo sono invece 3.603 le vittime e 49.573 i casi accertati, con la zona a di Madrid che resta la più colpita con 1.825 morti e 14.597 casi.

Il Congresso spagnolo ha autorizzato l'estensione dello stato di emergenza decretato dal governo per affrontare la crisi del coronavirus fino all'11 aprile. Una decisione presa con il sostegno della maggioranza di tutti i gruppi, ad eccezione delle formazioni di indipendenza. Lo scrive l'Efe.

I test rapidi che la Spagna ha ordinato in Cina «non individuano i casi positivi come si sperava». Sintetizzano così il problema fonti anonime che hanno partecipato alle prime prove e a cui dà voce il giornale El Pais. Non funzionano bene, sottolinea il quotidiano, riportando le conclusioni lasciate trapelare da laboratori di microbiologia delle aziende ospedaliere spagnole. I riflettori sono puntati sui test rapidi prodotti dall'azienda cinese Bioeasy di Shenzhen. «Hanno una sensibilità del 30%, quando dovrebbe superare l'80%», scrive il giornale citando le sue fonti. E, ha detto un esperto, con «quel valore non ha senso usare questi test».

«Stiamo vivendo un inferno: i malati muoiono da soli», senza avere vicini «i loro cari», senza nessuno che dica loro «una parola di conforto». È il grido di dolore lanciato nella plenaria del Parlamento Europeo dal vicepresidente del gruppo del Ppe Esteban Gonzalez Pons, membro del Partido Popular, di Valencia. Gonzalez Pons ha criticato, come ha fatto altre volte, la mancanza di coraggio del Consiglio, l'istituzione Ue che riunisce gli Stati membri, che sembra ancora una volta diviso, anche davanti alla pandemia che sta spazzando l'Ue, provocando migliaia di morti, e che provocherà una recessione probabilmente assai grave: oggi «non manca l'Ue - ha affondato il politico spagnolo - manca l'europeismo dei leader europei».

Tornano gli italiani
Ultimi due collegamenti passeggeri per nave Grimaldi Lines da Barcellona. Partiranno tra stasera e domani notte gli ultimi 360 cittadini italiani ancora in Spagna.L'annuncio arriva dal Mit che in una nota spiega come queste «saranno le due ultime navi passeggeri a viaggiare tra Barcellona e Civitavecchia» poiché da venerdì 27 marzo il collegamento sarà sospeso e dedicato al solo traffico merci. Ad organizzare le operazioni di rientro dei cittadini italiani nel porto di Civitavecchia, il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Rientrati in Italia, i passeggeri dovranno allontanarsi dal porto con mezzi privati o con eventuali navette dedicate messe a disposizione dalla Capitaneria e dall'Autorità di Sistema Portuale di Civitavecchia. I passeggeri entreranno in quarantena appena sbarcati e inoltre, così come disposto dai decreti ministeriali, avranno l'obbligo di comunicare tempestivamente il proprio ingresso e sottoporsi alla sorveglianza sanitaria e all'isolamento fiduciario per 14 giorni, conclude la nota.

Che estate sarà? L'epidemiologo: «Avanti così fino a maggio. Addio solite vacanze»

 
Ucraina: stato d'emergenza
Il governo ucraino ha imposto lo stato di emergenza nel Paese per 30 giorni, prolungando le misure di isolamento fino al 24 aprile, a causa dell'epidemia di Covid-19: lo ha annunciato il premier Denis Shmigal, ripreso dall'agenzia Interfax. In Ucraina sono stati confermati 113 casi del nuovo coronavirus in 13 regioni del Paese e quattro decessi. La quarta vittima del virus in Ucraina, stando a quanto scrivono oggi i media locali, è un uomo di 68 anni morto all'ospedale di Ternopil.

Armenia
I casi accertati di Covid-19 in Armenia sono saliti da 265 a 290 nelle ultime 24 ore, mentre sono 18 le persone guarite: lo riferisce l'agenzia Interfax citando le autorità sanitarie armene. Secondo il premier Nikol Pashinyan, due pazienti sono in condizioni «estremamente serie». «Uno di loro - ha spiegato il primo ministro - è un cittadino degli Stati Uniti, il secondo è un cittadino armeno. Entrambi hanno più di 75 anni. Sono in terapia intensiva».

Wuhan, dall'8 aprile riprendono i voli commerciali
Dall'8 aprile Wuhan ritornerà ad avere i collegamenti aerei commerciali, escludendo però sia gli internazionali sia quelli da e per Pechino. È il piano messo a punto dalle autorità locali che quanto all'Hubei, la provincia di cui Wuhan è il capoluogo, hanno fissato le tappe della ripresa dei trasporti. Da oggi, sono operativi i treni, tranne che nella città focolaio della pandemia del coronavirus; dal 28 marzo saranno anche operativi gli arrivi ferroviari a Wuhan; dall'8 aprile anche le partenze da quest'ultima.

Lockdown in India, bloccati camion carichi di cibo
Dall'alba di oggi alle frontiere a nord di Delhi si sono create colonne di camion lunghe vari chilometri. Gli automezzi, carichi di beni di prima necessità, frutta, verdura, latte e altri cibi deperibili, ma anche medicinali, provengono dagli stati confinanti a nord, il Punjab, e l'Haryana. Dopo l'annuncio del lockdown il governo centrale non ha ancora emanato norme sull'organizzazione dello spostamento dei prodotti essenziali, che è il nodo più discusso sui media indiani in queste ore. Lo stato di Delhi, come tutti gli altri del paese, ha chiuso le frontiere nei giorni scorsi, sigillandosi all'interno, e proibendo ogni ingresso, e la Polizia di frontiera ha dichiarato ai media di non sapere come comportarsi nei confronti dei camionisti che vorrebbero consegnare le derrate alimentari. Mentre tonnellate di merce rischia così di deperire lungo le strade nazionali per le alte temperature, a Delhi i mercati generali questa mattina apparivano già svuotati. 

LEGGI ANCHE Coronavirus, no ai Covid-bond: sul salva Stati solo un compromesso

Coronavirus, Wuhan città riaperta: ma in Cina preoccupa il contagio di ritorno `
Coronavirus, gli Stati Uniti nuovo epicentro: ma Trump vuole riaprire tutto

Anche in Australia è crisi
Fino a 1,6 milioni di lavoratori stranieri con visti temporanei tra cui numerosi italiani, specie nella ristorazione, si stanno ritrovando disoccupati per le chiusure di innumerevoli aziende e bloccati in Australia, senza accesso alle coperture di sicurezza sociale come il sussidio di disoccupazione, mentre i voli internazionali continuano a chiudere. Circa il 10% dei visti temporanei per lavoratori qualificati sono stati sponsorizzati lo scorso anno dal settore alloggi e ospitalità e il 6,6% nelle costruzioni. La ministra dei Servizi Sociali Anne Ruston ha annunciato che per coloro sulla «strada per la cittadinanza» il governo ha deciso di abolire il periodo formale di attesa per diventare cittadini australiani, per consentire alle persone di avere accesso alle prestazioni sociali, osservando che circa 120 mila persone hanno presentato domanda di cittadinanza. Per le persone con visti qualificati temporanei, il ministero sta considerando «quali opzioni sono disponibili per assistere queste persone».

Ultimo aggiornamento: 27 Marzo, 08:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA