Edy Ongaro, morto miliziano italiano in Ucraina. Ucciso nel Donbass in trincea da una bomba a mano

Era un combattente con le forze separatiste del Donbass. Nome di battaglia "Bozambo", era origianario di Portogruaro, in provincia di Venezia

Edy Ongaro, morto miliziano italiano in Ucraina. Ucciso nel Donbass in trincea da una bomba a mano
Edy Ongaro, morto miliziano italiano in Ucraina. Ucciso nel Donbass in trincea da una bomba a mano
Giovedì 31 Marzo 2022, 23:11 - Ultimo agg. 2 Aprile, 12:33
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In Donbass è stato ucciso Edy Ongaro, 46enne miliziano italiano che combatteva con le forze separatiste in Ucraina. E così l'Italia entra tragicamente nel bilancio delle vittime della guerra con il nome del 46enne veneziano, rimasto ucciso ieri da una bomba a mano mentre combatteva con le milizie separatiste del Donbass. Il fatto è stato riferito in serata dal Collettivo Stella Rossa Nordest, con un post sul proprio Profilo Facebook, poi è stato confermato da Massimo Pin, amico fraterno di Edy, al quale è toccato il compito di avvisare la famiglia.

Edy Ongaro, dall'Italia al Donbass

Ongaro, una vita non priva di problemi, era nel Donbass dal 2015, dopo aver lasciato in fretta l'Italia, formalmente come ricercato. Era stato implicato in una rissa in un bar di Portogruaro (Venezia), dove aveva colpito l'esercente con un calcio all'addome, scagliandosi alla fine anche contro un carabiniere. Concessi i termini a difesa, Ongaro era stato rimesso in libertà dal giudice in attesa del processo, ed era sparito. Da allora di lui erano arrivate solo notizie via social. In Donbass, già all'epoca, si era arruolato con i separatisti della brigata Prizrak, composta soprattutto da foreign fighter. Per i filo-russi era diventato una specie di eroe, incurante di rischiare la vita sotto le bombe per combattere contro il governo di Kiev, e fianco «di tutti i civili neo-russi che hanno visto l'inferno in terra».

«Questo è il nostro giorno» aveva scritto quando Vladimir Putin aveva firmato in diretta tv il decreto col cui la Russia riconosceva l'indipendenza dall'Ucraina delle repubbliche del Donbass. Il suo nome di battaglia era «Bozambo», in ricordo di un partigiano della seconda guerra mondiale, e sosteneva che a spingerlo alla lotta con i ribelli filo russi delle repubbliche di Donetsk e Luhansk sarebbe stato il ricordo delle violenze inferte dai fascisti alla sua famiglia. Edy Ongaro ha perso la vita ieri nel villaggio di Adveevka, nella regione allargata di Donetsk, al confine nord. Secondo le prime informazioni, l'italiano si trovava in una trincea assieme ad altri soldati, quando è caduta una bomba a mano lanciata dalle forze nemiche. Ongaro si sarebbe lanciato con il corpo sull'ordigno, a protezione dei compagni, morendo all'istante. «Era un compagno puro e coraggioso, ma fragile - hanno scritto i suoi amici del Collettivo Stella Rossa - In Italia aveva commesso degli errori. In Donbass aveva trovato il suo riscatto».

Il post di addio del Collettivo Stella Rossa Nordest 

«Con immenso dolore comunichiamo che Edy Ongaro, nome di battaglia Bozambo, è caduto da combattente per difendere il popolo libero di Novorossia - si legge nella nota diffusa dal gruppo di separatisti di cui faceva parte -. Dalle prime informazioni ricevute sappiamo che si trovava in trincea con altri soldati quando è caduta una bomba a mano lanciata dal nemico. Edy si è gettato sull'ordigno facendo una barriera con il suo corpo. Si è immolato eroicamente per salvare la vita ai suoi compagni. Edy era nato 46 anni fa a Portogruaro, Venezia, raggiunto il Donbass nel 2015 non lo aveva più lasciato. Era un compagno puro e coraggioso ma fragile ed in Italia aveva commesso degli errori. In Donbass ha trovato il suo riscatto, dedicando tutta la sua vita alla difesa dei deboli e alla lotta contro gli oppressori. Ha servito per anni nelle fila di diversi corpi delle milizie popolari del Donbass fino alla fine dei suoi giorni».

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