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Green pass Ue: come funziona, chi può averlo, quanto dura

Martedì 1 Giugno 2021 di Francesco Padoa
Green pass Ue: come funziona, chi può averlo, quanto dura

Green pass europeo. Oggi si comincia. Forse. Finita la fase sperimentale per la piattaforma oggi ci sarà il lancio ufficiale del gateway Ue, con i primi Stati membri che si collegheranno. Tra questi dovrebbe esserci anche l'Italia  che tuttavia non inizierà fin da subito (lo vedremo nelle prossime ore o nei prossimi), a differenza ad esempio della Grecia, ad emettere i certificati digitali.

Il via ufficiale del certificato Covid, ovvero quando il titolo sarà riconosciuto ed inizierà ad essere usato in tutti i 27 Stati membri, sarà comunque dopo la fine dell'iter legislativo dell'Ue, atteso per fine giugno. Mercoledì scorso c'è stato il primo ok del Parlamento europeo ai certificati Covid digitali Ue, che faciliteranno la libera circolazione in Europa in estate nonostante la pandemia da coronavirus. La commissione per le libertà civili (Libe) dell'Europarlamento ha infatti dato il via libera all'accordo al trilogo negoziale fra le tre istituzioni europee con 52 si, 23 no e 3 astenuti. Il testo è ora atteso alla plenaria dell'Eurocamera di giugno.

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C'è comunque ancora poca chiarezza sui tempi in cui sarà disponibile per gli italiani e anche utilizzabile per viaggiare in Europa. «La certificazione verde Covid-19 - si legge sul sito del ministero della Salute - è valida solo sul territorio nazionale, in quanto al momento il sistema e le regole del Digital green certificate non sono entrati in vigore, pertanto per recarsi all’estero si è soggetti alle normative dei singoli Paesi». Il ministero consiglia dunque di consultare i siti istituzionali degli altri Paesi prima di mettersi in viaggio. Le regole di funzionamento del Green pass europeo non sono infatti ancora definite: per ora siamo nel campo delle proposte, che la Commissione europea sta valutando attentamente. Nel frattempo l’Ue si è limitata a pubblicare nuove raccomandazioni agli Stati membri in vista dell’estate. Come annunciato giorni fa dal ministro per l'Innovazione Vittorio Colao, dovrebbe essere il 1 luglio l'entrata in vigore ufficiale, definitiva del certificato Ue che viene rilasciato a conclusione del ciclo vaccinale (dunque anche con la seconda dose), se si ha un certificato di guarigione dal Covid o se si ha un tampone negativo effettuato nelle 24 ore precedenti. Il pass sarà a disposizione degli italiani su "Immuni" e su "IO", la App della Pubblica Amministrazione già scaricata da milioni di persone per poter usufruire del cashback e che nasce proprio per rendere fruibili tutti i servizi pubblici in modo semplice e immediato. «Verso metà giugno saremo pronti e dal 1 luglio partirà - ha detto Colao riferendosi al green pass - È un certificato, non un passaporto e forse non dovremo neppure scaricarlo ma arriverà una notifica e a chi ha l'App Io lo avrà lì dentro». "Io" ha infatti le caratteristiche che rispondono alle richieste dell'Ue per essere uno dei canali su cui poter visualizzare il certificato, appena sarà operativa l'infrastruttura che gestisce ed eroga i documenti in formato digitale.

I tempi
Come detto gli Stati Ue che lo vorranno potranno comunque collegarsi da oggi con la piattaforma digitale predisposta dalla Commissione europea, adesso online e operativa, per la creazione dei certificati Covid-19, ovvero il codice QR su smartphone o supporto cartaceo che attesterà se si è stati vaccinati (quando, e con quale prodotto), se si è guariti dall’infezione, oppure se è stato effettuato un tampone con esito negativo. Ma come annunciato dal premier Mario Draghi a margine dello scorso Consiglio europeo - l'Italia aspetterà almeno metà giugno per l’emissione dei suoi primi certificati Ue. La data di effettiva entrata in vigore del regolamento che disciplina il certificato digitale è comunque il 1° luglio, ma Bruxelles invita gli Stati che hanno già attivo un green pass nazionale a sfruttarlo per anticipare l’operatività del sistema europeo. Secondo fonti Ue, più della metà degli Stati membri ritiene che riuscirà a emettere i certificati già a giugno, e saranno validi non solo per i cittadini europei ma anche per i viaggiatori extra-Ue, che potranno richiedere il pass una volta a destinazione. 
«Il green pass porterà chiarezza e prevedibilità quando riprenderemo i viaggi liberi nella Ue», ha scritto in un tweet la presidente europea, Ursula von der Leyen. Tra le novità, nessuna restrizione per chi arriva dalle zone verdi, l'estensione del certificato anche a viaggiatori extra-Ue che intendono recarsi nei Paesi membri, no test e quarantena per i minori se i genitori sono vaccinati. La Commissione europea nell'attesa che si vada a regime in tutti gli Stati ha messo a punto un portale dove si può simulare il viaggio che si intende compiere: https://reopen.europa.eu/it): così da evitare di trovarsi strane sorprese ed essere bloccato in qualche Paese straniero.

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Come funziona
Il certificato digitale Covid europeo, Eu Digital Covid Certificate, potrà essere cartaceo o digitale, e come per il certificato verde in vigore in Italia, servirà a dimostrare l'avvenuta vaccinazione, la guarigione dal Covid-19, o un test negativo. Quando sarà a regime in tutti gli Stati Ue e magari anche extra europei, basterà esibirlo per poter passare da un Paese all'altro, senza dover fare la quarantena. Il documento avrà un QR code, che sarà leggibile in tutti gli Stati membri Ue, che permetterà di accedere a una piattaforma con i dati relativi ai singoli viaggiatori. Il pass funzionerà anche attraverso una app, scaricabile sul proprio smartphone. Le app che verranno utilizzate in Italia, come annunciato dal ministro Vittorio Colao, sono la app Immuni e la app IO. I dati personali non verranno però registrati in un database centrale, e non saranno a disposizione dei Paesi di destinazione, per rispettare la privacy dei cittadini. Il Green pass sarà valido
«quattordici giorni dopo l'ultima dose» di vaccino anti-Covid e, per i guariti dal coronavirus, per 180 giorni a partire dal test Pcr positivo. Per i test, invece, quelli molecolari avranno una validità di «72 ore, mentre quelli rapidi 48 ore», ha spiegato il commissario europeo alla Giustizia Didier Reynders. Il certificato sarà in vigore per 12 mesi e sarà rilasciato dai singoli governi solo dopo la seconda dose del vaccino. Inoltre, «per garantire l'unità familiare, i minori che viaggiano con i genitori dovrebbero essere esentati dalla quarantena quando i genitori non devono sottoporsi a quarantena, ad esempio perché vaccinati. Anche i bambini sotto i 6 anni dovrebbero essere esentati dai test relativi al viaggio»

Chi può averlo
Possono richiedere il certificato Covid le persone che sono completamente vaccinate, vale a dire coloro che hanno completato il ciclo vaccinale con doppia dose di Pfizer, Moderna e AstraZeneca o con il monodose di J&J. Anche le persone guarite dal Covid possono ottenere il certificato così come coloro che presentino il risultato negativo al test per il Coronavirus. Per i test viene proposto un periodo di validità standard (oggi ogni Paese stabilisce il periodo di validità autonomamente): per i test Pcr o molecolari la validità è di 72 ore, mentre per quelli rapidi antigenici è di 48 ore. Viene previsto un meccanismo di freno d'emergenza: gli Stati possono reintrodurre le restrizioni anche per le persone vaccinate e guarite, se la situazione epidemiologica si deteriora rapidamente o dove è riportata un'elevata prevalenza di varianti preoccupanti. Anche i cittadini extra-Ue che intendono recarsi nei Paesi membri, se vengono in Europa con la prova di vaccinazione, saranno in grado di avere anche il certificato digitale Ue Covid: la Ue sta lavorando per ottenere dagli Stati membri l'assenso ad usare lo stesso certificato per consentire loro di circolare nell'Ue.

 

Cosa si può fare con il certificato digitale europeo
Il pass dovrà essere riconosciuto da tutti gli Stati membri dell'Ue, che non potranno aggiungere altre restrizioni – per esempio imporre un periodo di quarantena all'ingresso – anche se, viene specificato nell'accordo, potranno essere imposte ove necessario e in modo proporzionato, sulla base di evidenze, con notifica alla Commissione e ad altri Stati membri, per esempio in caso di focolai o di un innalzamento della curva epidemiologica. In ogni caso ogni Stato dovrà preoccuparsi di comunicare eventuali nuove misure restrittive 48 ore prima dall'entrata in vigore. In linea generale, per i viaggiatori in arrivo da zone verdi (la colorazione europea non è la stessa dell'Italia), vale a dire a bassissima incidenza Covid secondo le mappe della diffusione della pandemia di Covid-19 aggiornate ogni settimana dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), non sono previste restrizioni. Per chi arriva dalle zone arancioni, è possibile richiedere un test (rapido o Pcr) prima della partenza. Per chi viaggia da una zona rossa, gli Stati possono chiedere una quarantena, in assenza di un test Pcr o rapido negativo. Per i viaggiatori provenienti dalle aree rosso scuro, vale il principio che i movimenti da queste zone andrebbero "fortemente scoraggiati". In questi casi, dovrebbero rimanere i requisiti di test e (non 'o') quarantena.

Ultimo aggiornamento: 16:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA