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Mamme ucraine scappano da Mariupol a piedi con i loro bambini: «Cento chilometri in 8 giorni, avevamo solo acqua e biscotti»

Due mamme, due amiche, hanno percorso oltre 100 km con i figli di 8 e 11 anni per raggiungere la Polonia. Ora sono state accolte in Repubblica Ceca, dove costruiranno una nuova vita

Giovedì 7 Aprile 2022
Ucraina, Alisa e Yulia, le mamme coraggio scappate con i bimbi da Mariupol: «8 giorni di cammino, avevamo solo acqua e biscotti»

Sono scappate a piedi con i loro bambini di 8 e 11 anni e dopo 8 giorni di cammino, oltrepassando mine e cadaveri, hanno raggiunto Leopoli e poi il confine con la Polonia. Con loro avevano solo acqua e biscotti, qualche vestito e un ukulele. È la storia di Alisa Artiukh e Yuliia Boiko, due amiche, due mamme fuggite da Mariupol, in Ucraina, lo scorso 17 marzo. Ora si trovano in Repubblica Ceca, in un casolare al confine della foresta a 120 km da Praga. 

 

La scelta di fuggire «Stavamo finendo acqua e cibo»

Le due giovani mamme hanno perso tutto durante l'assedio di Mariupol: l'appartamento di Alisa, che aveva appena finito di pagare a dicembre, è andato distrutto nei bombardamenti. Un attacco ha colpito anche la casa di Yulia e i suoi documenti sono stati bruciati nell'incendio che ne è derivato.

All'inizio dell'attacco russo si sono rifugiate sottoterra, ma quando acqua e cibo stavano per finire hanno scelto di fuggire a piedi. Così hanno preso il poco che rimaneva - acqua, biscotti e qualche vestito - e sono uscite dal rifugio affrontando i combattimenti: "Abbiamo deciso che se fossimo morti l'avremmo affrontato in faccia invece di nasconderci", ha detto Alisa, 31 anni, assistente sociale e insegnante di musica che ha affrontato il viaggio con il suo ukulele, un modo per confortare i bambini. "Volevamo lasciare Mariupol a causa dei bombardamenti, Stava esplodendo tutto" aggiunge la giovane mamma che specifica che la scelta di viaggiare a piedi "più sicura" perchè consentiva di vedere meglio le mine

Il viaggio delle due mamme: 100 km a piedi in 8 giorni

Da lì hanno camminato 8 giorni percorrendo quasi 100 km, prima di prendere un autobus e un treno per Leopoli. Poi l'arrivo in Polonia e infine in Repubblica Ceca ultima destinazione del loro lungo viaggio. Ora finalmente sono al sicuro, in un cottage a 120 km da Praga ai margini della foresta. Sui social condividono le foto della loro nuova vita, con i bambini in mezzo alla natura. I prossimi obiettivi sono imparare il ceco per poter iniziare a lavorare e trovare delle scuole che accolgano i loro bambini. E mentre la vita sembra ricominciare, il pensiero di casa rimane una ferita aperta: "La mia mente e il mio cuore rimangono a Mariupol" ha detto Alisa, che non ha più notizie della famiglia rimasta in Ucraina "non so cosa sia successo loro". Tornare indietro è impossibile: "Non c'è niente a cui tornare" dicono. 

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A Mariupol 400mila civili intrappolati 

Decine di migliaia di civili sono rimasti intrappolati per settimane nella città portuale del Mar Nero, molti di loro chiusi in cantine con scarse scorte di cibo, acqua e medicine. Mariupol dove un tempo vivevano 400.000 persone, è stata circondata e devastata dai bombardamenti sin dai primi giorni dell'invasione russa. 

Secondo le autorità locali e le Nazioni Unite nell'assedio potrebbero essere morte migliaia di persone. Dall'invasione russa del 24 febbraio, oltre 4,2 milioni di rifugiati sono fuggiti dall'Ucraina, la maggior parte dei quali verso Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria.

Ultimo aggiornamento: 8 Aprile, 09:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA