Kadyrov e le sue milizie, ecco l'arma "psicologica" di Putin contro l'avanzata ucraina: dalle stragi di Bucha ai campi di prigionia

Il grido di battaglia 'Akhmat è potere' riecheggia nelle migliaia di video che li ritraggono in azione

Kadyrov e le sue milizie, ecco l'arma "psicologica" di Putin contro l'avanzata ucraina: dalle stragi di Bucha ai campi di prigionia
Kadyrov e le sue milizie, ecco l'arma "psicologica" di Putin contro l'avanzata ucraina: dalle stragi di Bucha ai campi di prigionia
Lunedì 12 Settembre 2022, 19:52 - Ultimo agg. 14 Settembre, 07:20
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Putin reagisce all'avanzata ucraina puntando sulla paura che gli uomini di Kadyrov sono in grado di trasmettere. Imponenti, con le barbe folte e lunghe e armati fino ai denti: chiunque abbia avuto a che fare con le truppe speciali cecene è stato costretto ad abbassare lo sguardo incrociando gli occhi spietati di questi soldati. I Kadyrovites, i 'sostenitori di Kadyrov', sono raggruppati nel reggimento speciale Akhmat, il nome del padre dell'attuale leader ceceno Ramzan che li guidò dalla fondazione nel lontano 1994 sino alla sua morte dieci anni dopo, assassinato. Il grido di battaglia 'Akhmat è potere' riecheggia nelle migliaia di video che li ritraggono in azione, tanto che alcuni detrattori li hanno ribattezzati 'i guerrieri di TikTok', poiché è evidente la dose di narcisismo che anima questi combattenti.

Le milizie di Kadyrov, l'arma di Putin

La grande visibilità è ricercata assiduamente, d'altronde sono considerati l'arma psicologica di deterrenza più forte a disposizione di Vladimir Putin, che secondo gli analisti li schiera nei teatri di guerra con lo scopo dichiarato di terrorizzare la popolazione. La terribile fama delle forze speciali cecene risale ovviamente alla Seconda guerra cecena, nella quale - dopo aver cambiato fronte - furono i protagonisti nella repressione dell'insurrezione di matrice jihadista. «Davano la caccia ai nemici e alle loro famiglie», ricordano le cronache dell'epoca. Negli anni più recenti i miliziani sono sbarcati in Siria, a fianco delle forze di Basahr al Assad, commettendo un'infinita serie di violazioni e abusi, crimini di guerra per diverse ong occidentali che hanno avuto la possibilità di ricostruire quei drammatici eventi del conflitto siriano.

 

Il lavoro sporco

In patria intanto i Kadyrovites hanno fatto tutto il lavoro sporco voluto dal leader: dalla repressione dell'opposizione a colpi di esecuzioni sommarie e torture fino alla creazione di «campi di concentramento» per gli omosessuali, come denunciato nel 2017 da Novaya Gazeta, che rivelò l'esistenza di sei prigioni segrete scatenando un putiferio internazionale. Ceceni in prima fila anche in Ucraina: gli 007 occidentali hanno denunciato l'infiltrazione di tre squadre della morte per uccidere il presidente Volodymir Zelensky nelle primissime fasi dell'invasione, tentativi evidentemente falliti. Sempre ai miliziani di Kadyrov sono state imputate le stragi nei villaggi sulla direttrice Kiev avvenute dopo la «liberazione» da parte dei russi, a Bucha soprattutto, teatro del più drammatico massacro della guerra ucraina. Poi è arrivata la battaglia alla fabbrica Azovstal di Mariupol, vittoria celebrata e rivendicata a gran voce. In queste ore, il comandante delle Akhmat, Apty Alaudinov, ha confermato il dispiegamento di «oltre 10mila unità» in Donbass, con Kadyrov che ha minacciato di poter arrivare fino a 70mila combattenti. Ma secondo gli analisti occidentali, per quanto temibili, le forze speciali cecene arriverebbero fino a un massimo di 7mila uomini. Pochi per risollevare le sorti della guerra russa.

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