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Putin può essere ucciso? L'ex-spia: «Piano potrebbe essere già in atto, ecco il metodo più efficace per eliminarlo»

Mercoledì 16 Marzo 2022
Putin, c'è già un piano per ucciderlo? L'ex-spia: «Ecco come potrebbe avvenire»

Il presidente russo Vladimir Putin potrebbe essere assassinato da parte dei servizi di intelligence - russi o esteri - per mettere fine alla guerra in Ucraina? È la domanda che da settimane infiamma i dibattiti sul web e non solo. Se lo è chiesto anche il senatore repubblicano della Florida Marco Rubio che, riferendosi al leader del Cremlino, ha detto senza mezzi termini: «Non sarebbe fantastico se qualcuno internamente facesse fuori questo ragazzo e lo eliminasse?». Poi ha immediatamente chiarito: «Questa non è la politica ufficiale, ovviamente, nessuno sta dicendo che gli Stati Uniti lo farebbero».

 

L'ex-spia: «Il piano per uccidere Putin potrebbe essere già in atto»

Nessuno lo sta dicendo apertamente, certo, ma c'è chi sostiene che qualcuno ci stia seriamente pensando. «L'operazione è sul tavolo di ogni agenzia di intelligence» ha detto al Daily Beast un agente clandestino veterano della Direzione generale francese per la sicurezza esterna (DGSE). «Lo so perché li programmavo», ha detto.  

Sulle modalità con cui una simile operazione potrebbe essere condotta l'agente della DGSE non ha dubbi: «Il metodo più efficiente sarebbe il veleno». Lo 007 si spinge a dire che qualsiasi colpo su Putin probabilmente avverà da parte di qualcuno nella sua cerchia ristretta: «Il tentativo verrà dall'interno del Cremlino. Questo non è un lavoro esterno». E aggiunge: «Sarà un lavoro costoso, una fortuna. Secondo la mia esperienza, scommetterei che un piano è già in atto. C'è sempre».

 

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Il veleno sarebbe il metodo più efficace 

Non è facile indovinare come gli 007 potrebbero pianificare l'omicidio di Putin, ma riguardo il mezzo, l'ex spia sostiene che probabilmente si userebbe il veleno.

«L'intelligence russa è probabilmente l'unica rimasta a utilizzare il veleno come impostazione predefinita», afferma lo 007 francese, citando un lungo elenco di sostanze letali utilizzate dai russi per combattere i nemici del Cremlino: dal disertore del KGB del 1957 Nikolai Khokhlov (caffè intriso di tallio) a un tentativo di omicidio del 2004 sul candidato presidenziale ucraino Viktor Yushchenko (cena condita con diossina).

Anche Putin ha usato il veleno per colpire oppositori politici. Nel 2006 il Polonio-210 è stato usato per l'omicidio di Alexander Litvinenko, mentre il Novichok è stato usato nel 2018 contro l'ex spia russa Sergei Skripal in Inghilterra (sopravvissuto) e contro Alexei Navalny nel 2020. 

Putin sa di essere minacciato 

Avvelenare Putin però non sarebbe un compito facile. Secondo una fonte che lavora nelle alte sfere di un ministero russo, il leader russo a febbraio avrebbe licenziato le circa 1.000 persone - dai cuochi ai lavandai, dai segretari alle guardie del corpo - che si occupavano dei suoi bisogni personali e professionali quotidiani e le ha sostituite con un nuovo gruppo di assistenti. Secondo lo 007 francese «Putin è ovviamente consapevole che qualcuno lo sta inseguendo. Uccidere Putin non è un compito facile, ma Putin sa che si può fare e questo lo spaventa sicuramente».

Come si pianifica un omicidio di intelligence 

In operazioni simili la pianificazione è tutto. È necessario “raccogliere informazioni, capire le abitudini e mettere in correlazione tutte le opzioni di riserva del bersaglio. Ad esempio, l'ex agente evidenzia: «Non esiste un veicolo blindato che possa sopravvivere a poche tonnellate di esplosivo sepolte sotto la strada».

Dalla caduta dal tetto al cianuro, gli omicidi politici in russia

Questo non sarebbe certamente il primo tentativo di assassinare un leader russo in carica. Nel 1866, il rivoluzionario nichilista Dmitry Karakozov tentò di uccidere lo zar Alessandro II a San Pietroburgo. Il tentativo, fallito, gli costò la vita. Ma la storia è ricca di esempi di omicidi premeditati, da agenti segreti, re o semplici terroristi: dalla picozza, alla caduta dal tetto, fino al celebre sicario "the Iceman" Kulinski che utilizzava un flacone di spray nasale pieno di cianuro. Lo stesso veleno utilizzato anche dal principe Felix Yussupov nel 1916 per uccidere il monaco Grigori Rasputin.

La leggenda dell'Hotel Pechino: un falso cuoco cinese per uccidere Stalin

A Mosca uno dei più celebri tentativi di avvelenamento è quello compiuto nei pressi dell'Hotel Pechino, in piazza Majakoskij nel 1952 quando doveva celebrarsi un patto di amicizia tra la Cina e l'Unione Sovietica.  Mao Zedong, presidente del Partito Comunista Cinese, aveva inviato uno chef a Mosca per aprire un ristorante proprio davanti alla hall dell'albergo: non era un cuoco ma un sicario incaricato di uccidere Stalin. Scoperto dal Kgb, fu ucciso dagli agenti con un colpo di mannaia da cucina in testa. Il suo spettro, narra la leggenda, si aggira ancora tra le stanze dell'hotel in cerca di Stalin. 

Ultimo aggiornamento: 19 Marzo, 01:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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